scuola

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Cara Gelmini l’astensione obbligatoria NON E’ UN PRIVILEGIO, NON E’ UN DIRITTO, MA UN DOVERE

Gentile Ministro Gelmini,
l’altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l’ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita. Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell’educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.
Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in “zona franca” (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un’ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre.

E allora, prima le faccio una
piccola lezione di diritto, e poi parliamo d’educazione.

L’astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente.
Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l’anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un’eresia.
Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido “aziendale” al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d’attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per babysitter superiori a quelli della propria retribuzione.
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell’astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa.

Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.
Lei come tante donne, crede che l’essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio.
In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL’EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere.
Le potrei parlare della teoria sull’attaccamento di Bowlby, dell’imprinting, e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili.

Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta.
Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.

Saglia chi crede che l’arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita.
Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo.
Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura.
Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé.
Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita.
L’idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materna e un biberon della tata, è solo nostra.
Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l’acido folico, per prevenire la “spina bifida”.
I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno.
L’idea, che se piangono non si devono prendere in braccio “perché si abituano alle braccia”, è un luogo comune.
Le “abitudini” arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto amore.
Non è un caso che studi recenti, riabilitano il cosleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell’allattamento a richiesta.

Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai  primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché
una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.
Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta.
Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.

Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi
non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia.
Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente
tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma “fresca”, che gli dedichi la massima attenzione.
Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo
colpite da sindrome di sovraffaticamento.
E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana,aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.
Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido.

Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.

Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.
Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.

E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando dievitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui “studiare non è poi così importante”, prendendo Renzo Bossi come
esempio.
Si dovrebbe impegnare di più nell’analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il paese.
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, “non poteva arrecare grossi danni”, soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un’intera generazione.

Un’ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.

05-05-10 Rosalinda Gianguzzi

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BATTAGLIA VINTA! - Intervista Radio Popolare 13 maggio

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Lunedì 26 aprile in consiglio di zona abbiamo organizzato un presidio contro il taglio della quota per i fondi al diritto allo studio destinati agli stranieri, la nostra battaglia in commissione,  il sostegno dei militanti del pd e la visibilità sulla stampa hanno convinto la maggioranza a rivedere la posizione e ad accettare un emendamento che riportasse la delibera alle quote previste l’anno scorso, quindi abbiamo ottenuto che sui 250.000 euro destinati quest’anno al diritto allo studio nella zona 7 venisse ripristinata la quota del 12% per gli stranieri, per progetti di apprendimento della lingua italiana. UNA BATTAGLIA VINTA! grazie a tutte/i

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Pubblicato su Repubblica del 13 aprile 2010

articolo repubblica

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Pubblicato su Unità del 15 aprile 2010


Venerdì 9 aprile in commissione educazione del consiglio di zona 7 era in discussione la ripartizione dei fondi per il Diritto allo Studio per l’anno 2010, si tratta di 250.000 euro (con un taglio di 15.000.euro rispetto 2009) che l’anno scorso era stato diviso in 35% agli alunni disabili, 53% quota pro-capite e 12% agli alunni stranieri per la loro integrazione attraverso l’apprendimento della lingua italiana.“Tutti i bambini sono uguali dobbiamo far sì che possano arrivare tutti a un certo tot, non vogliamo discriminazioni e quindi togliamo la quota agli stranieri” questa è stata la proposta povera di vocaboli e priva di logica della Lega approvata dalla maggioranza, perché così finalmente si possono punire i clandestini e fare un po’ di pulizia! Abbiamo spiegato che la scuola è già stata massacrata, non ha più risorse economiche e umane per seguire soprattutto i neo arrivati che per legge vanno inseriti in classe in qualsiasi momento dell’anno arrivino. Quindi, se vogliamo fare in modo che il percorso didattico degli italiani rallenti il meno possibile, dobbiamo offrire almeno quel poco che abbiamo a disposizione per permettere interventi sulle competenze linguistiche di base in italiano che permettano agli stranieri di seguire le lezioni capendo qualcosa. Nessuno di questa maggioranza si preoccupa di affrontare i problemi veri, di capire la realtà, anche se nella nostra zona c’è una scuola elementare che ha il 90% di alunni stranieri! L’importante è poter andare a dire che questo piccolo organo istituzionale è stato così forte da togliere un aiuto di 10 euro all’anno a bambino straniero, con l’orgoglio di ritorcere sui bambini l’incapacità di gestire la complessa società del futuro, impedendo la realizzazione di qualche attività utile alla comunità. Guadagneranno così altri voti continuando ad impoverire la formazione dei ragazzi italiani e stranieri!

Diana de marchi

Consigliera PD zona 7

milano

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La Lega ha proposto di abolire le quote dei fondi sul diritto allo studio per gli stranieri e la proposta è passata in commissione al Consiglio di Zona 7. Sono intervenuta a radio Popolare a riguardo

intervista radio popolare

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Presentazione del dibattito in piazza segesta sulle classi ghetto

L’inserimento scolastico è da un certo punto di vista un osservatorio privilegiato perché la scuola, in assenza di politiche efficaci per la famiglia, dei servizi e della casa, è stata per anni la sola Istituzione a reggere l’urto di un inserimento tumultuoso e a svolgere anche un ruolo di supplenza (i bambini stranieri finiscono per essere gli unici mediatori culturali per le famiglie immigrate) ma ora non ce la fa più mancano i facilitatori, diminuisce il tempo scuola aumenta il nr di ragazzi per classe e diminuiscono gli insegnanti

serve una collaborazione e integrazione con tutte le istituzioni che hanno il governo sul territorio e con le associazioni, oltre al nodo politico da scogliere che è il problema della cittadinanza!

Ma il problema non è solo quantitativo è soprattutto qualitativo: con i ricongiungimenti famigliari arrivano molti bambini già in età avanzata che hanno frequentato in parte le scuole nei paesi di origine, aumenta la frequenza alla scuola superiore, ci sono etnie e nazionalità molto diverse per lingua e cultura: insomma una realtà quantitativamente importante e qualitativamente complessa di fronte alla quale ci vogliono risorse, personale qualificato ed un progetto di accoglienza della città che manca per tutti adulti e ragazzi

Nella scuola da tempo abbiamo sviluppato l’attenzione alla diversità

È un modo non solo della scuola di oggi, l’uguaglianza delle opportunità coniugata con l’attenzione alle diversità di vario genere rimane la nostra sfida, ma questa consapevolezza ormai negli insegnanti c’è, non solo per la presenza degli stranieri, ma è anche fisiologica della scuola di essere composta da popolazione eterogenea, gestire questa diversità è il nostro futuro e di fatto lo è sempre stato

Un lato positivo è che si deve prendere atto del grande sforzo che la scuola fa per tenere botta all’emergenza , spesso mettendo in campo molta innovazione, ma anche molto lavoro su base volontaria che sembra diventato il modo connaturato al ruolo docente: devi essere accogliente, lavorare a casa e formarti da sola ecc e gli altri utilizzano questa gratuità del lavoro dei docenti

Il lato critico è che la scuola lombarda multiculturale deve offrire innanzitutto l’apprendimento dell’italiano, valorizzare inoltre il patrimonio multilinguistico e il lavoro di mediazione

Ma le risorse sono scarse e discontinue,invece serve continuità, perché certi interventi possano durare ed essere efficaci

Vi è uno scollamento tra le politiche scolastiche e le buone pratiche che sono spesso più avanti delle politiche scolastiche che non ne tengono conto

Altro problema è la formazione degli insegnanti e degli operatori: dobbiamo valorizzare l’impegno ma è anche necessario sviluppare una cultura dell’accoglienza a livello diverso, per far fronte ad un clima sottolineato a livello nazionale e riguardante i soggetti immigrati di cui tutta la scuola risente, mentre includere e integrare anche un solo straniero significa integrare tutta la classe!

Il problema degli stranieri a scuola c’è ma non sono i dirigenti da soli a poterlo risolvere, servono tavoli di lavoro sul territorio per coordinare le attività e soprattutto risorse non vincolate e quindi non solo utilizzate per retribuire ore ai docenti che lavorano oltre l’orario di servizio quelle risorse dovrebbero invece servire per la formazione di tutti per imparare ad adottare metodologie e strumenti nuovi adeguati alle nuove esigenze!

Lavoriamo su nuovi ragazzi ci vogliono dispositivi che offrano la prospettiva di scenari futuri non solo basati sull’emergenza che va sicuramente affrontata ma bisogna monitorare i processi per progettare gli interventi!

Resta il problema di chi intendiamo definire stranieri: sono gli alunni con cittadinanza non italiana? Anche se sono nati in Italia? O sono i neo arrivati con conoscenze inadeguate e che percorso dovrebbero intraprendere? Se parliamo del primo caso ci sono scuole con percentuali vicine al 50% di alunni con cittadinanza non italiana ma che da anni frequentano la scuola italiana o sono addirittura nati in Italia. Invece se parliamo dei neo arrivati sono pochissime le scuole con il problema insomma la circolare dell’ufficio scolastico lombardo sembra più restrittiva di quella ministeriale perché il direttore scolastico regionale Colosio ha sottolineato che stranieri sono i cittadini che non hanno la cittadinanza italiana, nati qui o meno, ma verranno valutati i singoli casi e si deciderà se saranno necessarie deroghe alla circolare della ministra Gelmini, ma la soluzione proposta è difficilissima da attuare perché ci vuole un lavoro territoriale e poi non si capisce come vanno considerati gli alunni nati in Italia, la decisione sarà presa dai singoli consigli di istituto che dovranno tenere conto delle competenze nella lingua degli alunni , ma intanto almeno un cinquantina di scuole tra milano e provincia sono già in difficoltà, si aggiunge anche il problema dei rumeni per esempio al Bertarelli, istituto superiore, vanno considerati stranieri anche se sono cittadini europei? Il profilo dell’alunno straniero non è chiaro e tantomeno i criteri per le iscrizioni certe scuole stanno pensando di dare la precedenza agli stranieri che hanno già frequentato un istituto italiano oppure che hanno la residenza in zona. Insomma la scuola deve gestire i flussi migratori del paese, certo è necessario avere le idee chiare un collegio docenti compatto che stabilisca criteri di accoglienza coerenti con la progettazione dell’offerta formativa territoriale, e investimenti di risorse , serve comunque un processo di accompagnamento per chi viene escluso e poi le idee chiare su chi sono gli stranieri probabilmente solo i neo arrivati che non conoscono la lingua .

Ci vogliono percorsi sui territori per concordare con gli enti locali e le altre scuole presenti sul territorio la fase di iscrizione e quella d’integrazione e un ragionamento sui bacini d’utenza per evitare le scuole ghetto e la fuga degli italiani, va superata la disomogeneità tra le scuole dello stesso territorio, vanno deliberati in consiglio di istituto i criteri per formare classi che rispettino il principio di equieterogeneità

Innanzitutto dobbiamo garantire il successo formativo a tutti ma ci vogliono le condizioni e le risorse per poterlo assicurare

Il problema degli stranieri c’è ma bisogna declinare in modo diverso le situazioni a seconda del contesto

Inserimento deve essere graduale all’interno della classe con facilitazioni per l’apprendimento della lingua è necessaria una pianificazione integrata La nostra città ha straordinarie esperienze di qualità maturate in solitudine nelle scuole, ma anche nelle associazioni nei servizi sociali ma queste risorse si disperdono devono dialogare con un’istituzione che sappia valorizzarle e metterle in positiva relazione con un progetto chiaro

Noi con l’incontro di oggi ci proponiamo proprio questo

Dare voce a chi lavora con tenacia in contesti diversi

Costruire un quadro della situazione perché prima di decidere bisogna conoscere

Cercare di costruire un progetto non solo per gli stranieri ma anche con gli stranieri

Abbiamo la consapevolezza politica di trovarci di fronte ad un problema demografico-culturale dobbiamo governarlo con intelligenza coraggio culturale e impegno, perché altrimenti andiamo incontro a tensioni sociali e discriminazioni

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Verbale della Commissione Educazione del Comune di Milano del 21 gennaio 2010

O.d.g.: scuole civiche

Presenti: Assessore M. Moioli, Madaffari, Mercadante

Consiglieri: Cormio, Baruffi, Quartieri, Rizzo, Brandirali, Malan, Gentili, Mardegan, ecc., una consigliera di zona 1 e due di zona 7.

Ass, Moioli: Il Comune, relativamente alle scuole civiche, deve adeguarsi agli ordinamenti nazionali che la futura riforma della scuola superiore metterà in atto. Il Comune, sentita la Regione, ha fatto un accordo con la Provincia affinché i lavoratori - studenti possano arrivare al diploma. L’Ass. all’Educazione della Provincia propone un allargamento dell’offerta formativa serale ma a carico dello Stato. Alcuni titoli di studio come i PACLE ( periti aziendali corrispondenti in lingue estere ) si stanno concludendo e noi ci impegniamo a far terminare gli studi a tutti i lav-stud., in attesa degli indirizzi nazionali.

Progetto Start: aggiungere alunni stranieri dove scarseggiano, come nella media obbligatoria di Via S. Giusto, e rendere più omogenea la loro presenza. Ho rispettato le indicazioni del Ministro per quanto riguarda gli stranieri anche in base alle valutazioni e monitoraggio del Polo Start.

Il liceo linguistico Manzoni e la Scuola della Scala non hanno problemi, sono il nostro fiore all’occhiello.

Per aiutare i lavoratori-studenti ad affrontare l’esame di maturità si è raggiunto un accordo tra gli insegnanti delle due scuole ( quella degli studenti e quella dove si svolgerà l’esame ). Sarà preso in considerazione, per esempio, il tipo di lavoro che potrebbe dare crediti formativi.

Scuole civiche: non abbiamo attivato classi con un numero insufficiente di alunni. Il Comune offre anche percorsi personalizzati. No a chi si presenta per sostenere la 2° o la 3° maturità.

Consigliera Quartieri ( Rifondazione ): Questa Commissione arriva in ritardo e dopo la sentenza del TAR. Con quanti alunni si intende aprire una classe? quali garanzie ci sono affinché vengano attivate le classi? Quando le nuove iscrizioni? E da che età, 16 o 18 anni? E’ giusto accettare i sedicenni alle serali anche se non lavorano. PACLE: se la riforma slitta cosa si fa? Liceo Manzoni: lo scorso anno attivate 10 prime classi; quest’anno, con 900 iscritti, solo 8 prime. Inoltre nel “fiore all’occhiello” non si fanno viaggi, per mancanza di soldi e spesso manca il riscaldamento.

Consigliere Brandirali- PDL: sono per l’eliminazione delle scuole serali, avevano un senso in passato, ora hanno dei costi esagerati, perché spendere tanto denaro? Perché le “serali” non vengono gestite dallo Stato?

Consigliere D. Gentili - PD: aspettiamo la sentenza del Consiglio di Stato dopo la sentenza del TAR che ha dato ragione alla scuola. I professori non hanno potuto insegnare. E’ meglio essere chiari ed avvisare per tempo; non si può dire a luglio che una scuola non aprirà. I precari sono senza rinnovo contrattuale e gli insegnanti pagati non hanno potuto lavorare nelle scuole serali. La scuola Moretti che si occupa di disagio andava tenuta nell’amministrazione. Si chiedono risposte sul futuro dell’IPIA di Via Rubattino. Dopo aver sacrificato le serali e preparandosi a chiederne altre, il Comune ridimensiona anche il liceo linguistico Manzoni. Chiede dati precisi sul risparmio effettivo del Comune

Consigliere Mardegan - PDL: le scuole civiche non vanno chiuse, potrebbero essere gestite da privati, in mancanza di questi, le Istituzioni in collaborazione tra loro, no all’esclusiva della milanesità, non creare muri tra Milano e l’hinterland, è area metropolitana.

Consigliere Basiglio Rizzo: Il Comune risparmia sulla scuola e non per le luminarie dei commercianti? E gli sprechi vari? Il comune dovrebbe essere felice della voglia di studiare dei cittadini e quindi accettare, nel caso del Manzoni, tutti gli studenti che hanno superato le selezioni mentre vengono esclusi 54 ragazzi di terza media.

Consigliere Brandirali - PDL: Le eccellenze, cioè le scuole della Scala e del design sono in centro mentre in periferia le scuole sono degradate.

Ass. Moioli: Dobbiamo gestire un’eredità che sostituiva una carenza dello Stato. Dobbiamo sottostare sia ai vincoli di spesa comunale che ai vincoli del Ministero. Seguo le direttive della riforma e la circolare 38 sul numero degli iscritti. Per il liceo Manzoni le 8 classi di prima avranno 27 alunni ciascuna. In attesa della riforma sono obbligata a rispettare le norme vigenti. Le scuole serali sono costose, 13.000 euro ad alunno, comunque propongo di allargare l’offerta formativa anche per ragionieri e geometri, non necessariamente gestita dal Comune. Silvana Schiavi Diana De Marchi Gruppo consiliare del Partito Democratico.

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Commissione Scuola

Presidente

Commissione Scuola

Lorenzo Perrone

MOZIONE

Oggetto: scuola materna Forze Armate 159

Commissione Scuola

Presidente

Commissione Scuola

Lorenzo Perrone

MOZIONE

Oggetto: scuola materna Forze Armate 159

Premesso

che l’ASL ha già fatto un sopralluogo nel luglio 2009 chiamata dalla direttrice della scuola materna in oggetto in quanto adiacente alla scuola dell’infanzia, al consultorio pediatrico e al nido c’è una fatiscente carrozzeria separata da uno strettissimo viottolo dal quale è obbligatorio passare per accedere ai servizi sopra indicati

che dalla relazione di servizio del SUOS del 2 luglio 2009 e dal rapporto della polizia giudiziaria del 9 luglio 2009 risulta accertata la presenza di amianto nella carrozzeria e

che i tecnici ASL nella loro relazione hanno segnalato che avrebbero richiesto al più presto di effettuare rilevazioni con prelievi di campioni dell’aria

Considerato

Che i suddetti prelievi di campioni dell’aria non sono ancora stati effettuati

Che il terreno della fatiscente carrozzeria risulta essere di proprietà del Comune di Milano

Che l’area richiede una immediata bonifica per accertata presenza di amianto vista anche la prossimità con scuola materna, consultorio pediatrico e nido

Chiedo

Che si solleciti immediatamente l’intervento dell’ASL per effettuare le rilevazioni dell’aria come previsto già dal mese di luglio e soprattutto

Che venga svolta al più presto un’indagine sulla situazione di degrado dell’area di proprietà comunale

Che il settore tecnico competente provveda ad intervenire immediatamente bonificando l’area per presenza di amianto

Diana De Marchi

Consigliera PD

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Milano 28 ottobre 2009

Alla cortese att.ne della

Commissione Traffico

Consiglio di Zona 7

Pres Ernestina Ghilardi

e membri della stessa

Mozione urgente

Oggetto: nido di via Bentivoglio, 10

Premesso

Che davanti all’ingresso del nido di via Bentivoglio, 10 ogni mercoledì si svolge il mercato aperto

Considerato

Che in caso di necessità di mezzi di soccorso gli stessi non possono arrivare all’ingresso a causa delle bancarelle situate proprio davanti all’ingresso del nido

Che gli addetti di Milano Ristorazione che vengono a distribuire i pasti per il pranzo non possono accedere con il loro camioncino, come fanno abitualmente e scaricare, ma devono passare i pasti sopra alla recinzione

Che sono già stati avvisati i vigili, ma non è successo nulla

Chiedo che

Venga avvisato immediatamente il settore commercio del comune di Milano affinché provveda urgentemente a far spostare quelle bancarelle situate esattamente davanti all’ingresso del nido in oggetto sia per motivi di sicurezza evidente che per il disagio arrecato durante la distribuzione dei pasti

Diana De Marchi

Consigliera PD

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Mozione approvata in commissione scuola educazione del 26 novembre:

Attenzione Sig Perrone

Presidente commissione scuola educazione

E membri della commissione

Via anselmo da Baggio 55 Milano, 10 novembre 2009

Oggetto: Scuola materna di Via Forze Armate 175

Mozione urgente

Premesso

che l’ASL ha già fatto un sopralluogo nel luglio 2009 chiamata dalla direttrice della scuola materna in oggetto in quanto adiacente alla scuola dell’infanzia, al consultorio pediatrico e al nido c’è una fatiscente carrozzeria separata da uno strettissimo viottolo dal quale è obbligatorio passare per accedere ai servizi sopra indicati

che dalla relazione di servizio del SUOS del 2 luglio 2009 e dal rapporto della polizia giudiziaria del 9 luglio 2009 risulta accertata la presenza di amianto nella carrozzeria e

che i tecnici ASL nella loro relazione hanno segnalato che avrebbero richiesto al più presto di effettuare rilevazioni con prelievi di campioni dell’aria

Considerato

Che i suddetti prelievi di campioni dell’aria non sono ancora stati effettuati

Che il terreno della fatiscente carrozzeria risulta essere di proprietà del Comune di Milano

Che l’area richiede una immediata bonifica per accertata presenza di amianto vista anche la prossimità con scuola materna, consultorio pediatrico e nido

Chiedo

Che si solleciti immediatamente l’intervento dell’ASL per effettuare le rilevazioni dell’aria come previsto già dal mese di luglio e soprattutto

Che venga svolta al più presto un’indagine sulla situazione di degrado dell’area di proprietà comunale

Che il settore tecnico competente provveda ad intervenire immediatamente bonificando l’area per presenza di amianto

Diana De Marchi

Consigliera PD

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FORUM SCUOLA
4 TEMI PER IL SITO DI VITTORIO ANGIOLINI

DIRITTO

La costituzione italiana (art.34) garantisce il diritto allo studio in una scuola capace di equità e qualità per tutti. L’istruzione è la base per garantire concretamente a tutti e tutte il diritto alla cittadinanza, al lavoro e all’indipendenza economica, alla realizzazione di sé in quanto individui unici e irripetibili. Per garantire questi diritti abbiamo bisogno di una scuola pubblica sostenibile e di qualità.

La nostra domanda: Quali sono gli strumenti necessari per garantire il diritto di studio a tutti e tutte in una scuola sostenibile e capace di futuro?

DIVERSITA’

La scuola è il primo e il principale soggetto nella realizzazione di un processo di integrazione e convivenza: deve e può essere luogo d’incontro, di socializzazione e conoscenza tra culture diverse e diverse abilità. Oggi il progetto democratico dell’uguaglianza tra le persone può essere realizzato in una scuola equa e aperta che costruisca il percorso educativo dei nostri figli nel riconoscimento reciproco delle differenze, fonte straordinaria di crescita e apprendimento.

La nostra domanda: Come si affrontano in concreto i pregiudizi sul tema delle classi miste e in particolare la fuga dei genitori italiani dai contesti cosiddetti problematici?

COLLABORAZIONE

La scuola pubblica vive grazie alla collaborazione tra genitori e insegnanti, tra scuole del territorio collegate in rete, tra scuola e amministrazione pubblica. L’apprendimento stesso è un processo collaborativo: il curricolo del singolo studente ha valore solo in quanto inserito in tessuto e in una storia di interazioni significative con i compagni e le compagne, gli insegnanti, gli strumenti didattici, il territorio.

La nostra domanda: Abbiamo bisogno di un nuovo patto sociale per la scuola, tra istituzioni, docenti, genitori e studenti?

MERITO

Merito non significa individualismo e competizione. Una valutazione dello studente che si affidi solo alla misurazione della prestazione è una valutazione senza qualità e senza merito. Questo vale anche per la valutazione dell’insegnamento: una professione oggi “maltrattata” che richiede riconoscimento e valorizzazione attraverso percorsi di crescita che tengano conto di competenze didattiche e qualità relazionali.

La nostra domanda: L’insegnamento si può valutare?

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L’ordine del giorno del 3 agosto “Accreditamento dei soggetti erogatori di servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia e relativo avviso di bando” non è stato discusso durante il consiglio del 31 finito anticipatamente per mancanza numero legale, verrà inviato ai destinatari e discusso nella commissione scuola-educazione ai primi di settembre

La differenza
la fai TU!