Mozione per eliminare le barriere architettoniche nelle scuole superiori approvata!

13 gennaio 2012

_______________________________

COMUNICATO STAMPA

Consiglio provinciale approva mozione in difesa degli addetti wagon lits

Treni Notturni, De Marchi (Pd): Trenitalia ripristini il servizio vagoni letto

È stata approvata all’unanimità dal consiglio provinciale una mozione che chiede alla giunta di attivarsi urgentemente per risolvere la gravissima situazione dei lavoratori addetti ai treni notte soppressi da Trenitalia.

“Abbiamo chiesto alla Provincia  – spiega Diana De Marchi, consigliera provinciale del Pd e prima firmataria della mozione – di dare vita, attraverso l’unità di crisi occupazionale, ad un tavolo tra rappresentanti dei lavoratori e della società che gestivano servizio wagon lits di Trenitalia, per trovare soluzioni a questa drammatica situazione che si è venuta a determinare. Dal 9 dicembre un gruppo di questi lavoratori esasperati è su una torre faro del piazzale ferroviario della Stazione Centrale di Milano per chiedere il ripristino dei servizio. Trenitalia deve rivedere la sua scelta che, oltre a lasciare a casa più 120 lavoratori in Lombardia, tagliare in due il Paese e costringe i passeggeri a spendere cifre molto più elevate per i loro spostamenti, proprio in concomitanza delle vacanze natalizie”.

Milano, 15 dicembre 2011

_______________________________

15 dicembre 2011

MOZIONE

PREMESSO CHE

Dopo la scelta di Trenitalia di sopprimere, a partire dall’11 dicembre, il servizio Wagon Lits hanno perso il lavoro circa 800 addetti in tutta Italia e 126 in Lombardia che operavano nell’indotto ferroviario (addetti del servizio a bordo, manutenzione e preparazione e sistemazione  delle vetture).

Da sempre questo servizio permette il collegamento Nord-Sud a costi accessibili per tutti i cittadini, in particolare per quelle famiglie numerose che hanno la necessità di spostarsi con molti bagagli ed eliminare questo servizio significherebbe anche tagliare in due il Paese e costringere i passeggeri a spendere cifre molto più elevate per i loro spostamenti.

Dopo  mesi di trattative non sono ancora state trovate soluzioni per i lavoratori e anche gli incontri fatti in precedenza con il Ministero dei Trasporti e con l’Assessore Regionale ai Trasporti non hanno ancora prodotto risultati.

CONSIDERATO CHE

un gruppo dei lavoratori dei Wagon Lits esasperati è su una torre faro del piazzale ferroviario della Stazione Centrale di Milano dalla notte del 9 dicembre per chiedere un passo indietro a Trenitalia e il ripristino dei servizio.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE INVITA LA GIUNTA

a attivarsi per avviare un tavolo, attraverso l’unità di crisi occupazionale, tra rappresentanti dei lavoratori e della società che svolgono servizio per le società Trenitalia (R.S.I. Italia Spa e Newrest – Sevirail) che si impegni per trovare soluzioni a questa drammatica situazione che si è venuta a determinare.

Diana De Marchi (Pd)

Massimo Turci (Pdl)


__________________________________

film-pizzigoni

____________________


MOZIONE

Oggetto: Proposta di contrasto alle pubblicità lesive della dignità della donna

Il Consiglio Provinciale di Milano

Premesso che

- in data 3 settembre 2008 è stata approvata dal Parlamento Europeo la risoluzione nr. 2038 relativa all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini (2008/2038 INI);

- la pubblicità alimenta e consolida spesso ambiguità, pregiudizi e stereotipi di genere che danno luogo a percezioni distorte,

- la comunicazione  pubblicitaria rappresenta uno degli strumenti più invasivi e caratterizzanti della comunicazione nella società contemporanea;

- le politiche per la parità di genere devono essere finalizzate ad evitare che le persone a qualunque età subiscano continuamente ed anche involontariamente l’esposizione a messaggi degradanti o discriminatori.

Considerato che

- è particolarmente importante che nella campagna di sensibilizzazione di uno spirito critico verso l’immagine e i media in generale venga coinvolta tutta la società nelle diverse espressioni di rappresentanza e di partecipazione

Invita il Presidente della Provincia di Milano e la Giunta provinciale

a promuovere, nell’ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa utile per dare attuazione alla Risoluzione Comunitaria nr 2038 del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile

e

a promuovere l’inserimento nei regolamenti comunali di una raccomandazione che preveda iniziative di contrasto alle pubblicità offensive della dignità delle donne

Diana De Marchi, Agnese Tacchini

_________________________
20 novembre 2011, 22° anniversario della Giornata dei diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza

COMUNICATO STAMPA

De Marchi (Pd): presentata una mozione per eliminare le barriere architettoniche nelle scuole superiori

Le ricorrenze servono proprio a rammentarci che ancora molti passi avanti si possono fare nel rendere la nostra vita migliore. In questo caso il 22° anniversario della Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che ricorrerà il 20 novembre prossimo è stata l’occasione per il gruppo Provinciale del Pd per presentare una mozione sull’accesso alle scuole per i disabili.

“Noi chiediamo alla Provincia – ha spiegato Diana De Marchi, consigliera provinciale del Pd e prima firmataria della mozione - di impegnarsi a monitorare le barriere architettoniche ancora presenti nelle scuole superiori che rendono difficile l’accesso e la qualità della vita scolastica degli alunni con disabilità e, di conseguenza, la loro partecipazione attiva e dopo questa attenta analisi di impegnarsi a predisporre uno studio sulla situazione delle scuole di sua competenza e un progetto per l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti”.

“Il nostro obiettivo – conclude De Marchi - è arrivare l’anno prossimo, in occasione del 23° anniversario della giornata dei Diritti dell’Infanzia e Adolescenza, ad avere a disposizione un piano di interventi strutturali che permettano anche ai ragazzi e alle ragazze disabili di frequentare la scuola senza ostacoli”.

Milano, 18 novembre 2011

______________________________

MOZIONE URGENTE
Premesso che
l’art 19 della manovra estiva legge 117/2011 impone il dimensionamento degli istituti
comprensivi che dovranno avere un numero minimo di 1.000 studenti entro il 31 dicembre in tutte le regioni, esclusi i comuni montanii e delle piccole isole dove il limite minimo sarà 300.
Detto piano risponde soprattutto ad esigenze di contenimento della spesa pubblica
in data 21 settembre la conferenza delle regioni ha ribadito che la competenza in materia di
dimensionamento è in capo alle regioni e non allo stato, per cui i criteri per attuare le modifiche di
dimensionamento vanno concordati in sede di conferenza unificata stato-regioni (come da nota del
13 luglio del MIUR) e diverse Regioni hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale
La Regione Lombardia ha dato disposizione alle province per attivare le necessarie procedure per
ottemperare all’art 19 della legge 111/11
Le Province hanno stabilito il termine del 30 sett 2011 per l’inoltro delle delibere comunali (o il 15
ottobre 2011 in alcune realtà)
In data 27 settembre 2011 la Regione ha diramato una circolare a segnalare entro il 20 ottobre
situazioni di particolare criticità
Considerato che
Ci sono pareri contrastanti, perché da una parte il dimensionamento viene riconosciuto come “competenza esclusiva “ degli Enti locali
Dall’altra parte si invitano gli uffici periferici del MIUR a sollecitare le Regioni perche venga data sollecita applicazione alla norma prevista nella manovra di luglio
Molti Comuni, data l’esiguità del tempo previsto dalla legge per l’attuazione, non sono riusciti a consultare i soggetti istituzioni coinvolti con un risultato di incertezza per tante famiglie che non sanno a quale scuola potranno iscrivere i propri figli
C’è il rischio per molti Comuni, già allo stremo per i tagli subiti, di doversi accollare i costi aggiuntivi dell’operazione
Visto che
- in Lombardia già ad oggi la media degli alunni per istituto è di circa 880 alunni, in quanto qui è già stata attuata una riorganizzazione della rete scolastica
- Crediamo profondamente in una costruzione degli Istituti comprensivi che preveda un percorso
coerente e condiviso per un’effettiva progressione degli apprendimenti negli allievi dai 3 ai 14 anni
secondo un comune progetto pedagogico, ma
l’esiguità del tempo previsto dalla legge per l’attuazione non ha consentito a molti Comuni di consultare tutti i soggetti istituzionali coinvolti,
il dimensionamento deve essere il risultato di un’attenta programmazione sul territorio e deve
soprattutto rispondere a un miglioramento qualitativo dell’offerta formativa sul territorio e per
raggiungere questo obiettivo è necessario un approfondimento condiviso con tutti i soggetti
interessati
di conseguenza nel breve tempo messo a disposizione sarebbe difficile, in alcune situazioni, portare a compimento proposte di accorpamento e aggregazioni che rispettino le vere esigenze educative e didattiche
è importante per le operazioni di verticalizzazione con accorpamenti e aggregazioni individuare soluzioni condivise e non procedere con soluzioni forzate
Chiediamo che
Il Consiglio Provinciale e la Giunta si facciano promotori presso il Ministero dell’Istruzione di una richiesta di applicazione graduale della legge ed un rinvio della data di scadenza, affinché nei Comuni dove le operazioni non hanno trovato strada facile non si proceda con soluzioni forzate, ma si possa definire una proposta più articolata ed efficace non limitata al calcolo numerico/quantitativo, ma come risultato di un confronto approfondito tra gli Enti locali, gli organi scolastici e le parti sociali.
Diana De Marchi Partito Democratico
_________________________________
COMUNICATO STAMPA - Scuola, De Marchi (Pd): approvata all’unanimità mozione che chiede esclusione dal patto di stabilità per spese di manutenzione edifici
“Le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici siano escluse dal patto di stabilità. È l’unico modo per garantire, in periodi di crisi e di tagli da parte del Governo, strutture sicure ed efficienti per gli studenti”. Questo il senso di una mozione presentata dal gruppo del Pd e approvata oggi all’unanimità in Consiglio provinciale.
“La messa in sicurezza della scuola è un problema di tutti. Ma siamo in una situazione drammatica – denuncia Diana De Marchi, consigliera provinciale del Pd e prima firmataria della mozione – se pensiamo che il 36% degli edifici scolastici italiani ha bisogno di interventi urgenti. Eppure la legge sull’edilizia scolastica non viene rifinanziata dal 2008 e questo ha prodotto un drastico peggioramento della situazione”.
“Anche molte scuole della nostra Provincia – aggiunge De Marchi - richiedono interventi importanti ai quali non possiamo far fronte e purtroppo sono molti i cantieri avviati che non potranno concludere i lavori iniziati per mancanza di risorse. Ma le amministrazioni stanno incontrando enormi difficoltà ad affrontare questo problema visto che gli enti locali sono bloccati dal patto di stabilità e non possono impiegare risorse”.
“Per far fronte a questa situazione – conclude De Marchi - non resta altra soluzione, come spiegato nella mozione, che chiedere l’esclusione dal patto di stabilità delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, condizione necessaria per intervenire sulle scuole in modo adeguato, curarne la manutenzione e costruirne di nuove, trattando gli investimenti sulla scuola alla stessa stregua di quelli sulla sanità e sugli ospedali”.
Milano, 27 ottobre 2011

____

COMUNICATO STAMPA - Paravia, De Marchi (Pd): sulla scuola deciderà il giudice

Paravia, De Marchi (Pd): sulla scuola deciderà il giudice
“Dopo anni di indifferenza e di mancato governo del fenomeno, l’amministrazione scolastica si accorge che la scuola di via Paravia è ad altissimo processo immigratorio e che la fuga degli iscritti nativi ha creato una situazione di concentrazione che rispecchia direttamente le caratteristiche socio-abitative del quartiere”. Interviene così Diana De Marchi, consigliere provinciale del Pd, commentando la vicenda della scuola G. L. Radice.
Nel frattempo, dato che l’udienza davanti al giudice per decidere se accogliere il ricorso presentato da alcuni genitori sulla mancata formazione di una classe prima è fissata per mercoledì 14 settembre alle ore 10, l’avvocato Alberto Guariso dell’Associazione Avvocati per Niente, ha inviato una lettera all’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia per chiedere di ‘assumere ogni provvedimento affinché gli alunni possano frequentare la scuola in oggetto fino all’esito del giudizio’.
“Mi chiedo – aggiunge De Marchi - se sia necessario arrivare ad un ricorso al Tribunale per difendere il sacrosanto diritto dei bambini di frequentare la scuola del proprio bacino d’utenza. Che cosa è stato fatto negli ultimi dieci anni per impedire che le famiglie italiane si rivolgessero ad altre scuole?”
“Nel momento in cui la nuova amministrazione comunale – conclude De Marchi - intende affrontare concretamente la questione della definizione dei bacini di utenza e offrire risorse aggiuntive per attirare utenza italiana, ecco che rappresentanti della giunta Moratti, che ha ignorato la questione per anni fino a lasciarla degenerare, si permettono di scagliarsi contro chi vuole tenere aperta la scuola e garantire il diritto a tutti i bambini, stranieri e italiani, di frequentare la scuola vicino casa, la migliore possibile”.
Milano, 5 settembre 2011
_____________

COMUNICATO STAMPA - Scuola Rinascita, De Marchi e Campione (Pd): Che valore ha la firma della ministra Gelmini?

A pochi giorni dall’inizio delle lezioni non è stato assegnato l’organico necessario per realizzare la sperimentazione all’Istituto Sperimentale Rinascita Livi di Milano. Lo denunciano la consigliera provinciale Pd, Diana De Marchi e Marco
Campione, responsabile Scuola Pd lombardo. Il 22 giugno scorso, infatti, dopo quasi un mese di disdette e conferme sul futuro della scuola, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha firmato il Decreto di approvazione del progetto sperimentale che coinvolge tre scuole storiche della ricerca pedagogica, la Scuola-Città Pestalozzi di Firenze, la scuola Don Milani di Genova e la scuola Rinascita di Milano, legate dal progetto interregionale “Scuola Laboratorio”. Ma ad oggi alla scuola di Milano non è arrivata nessuna assegnazione di docenti. “Anche in Provincia – dichiara Diana De Marchi - ci siamo battuti per non perdere il patrimonio rappresentato da questa scuola. Avevamo presentato una mozione urgente sul caso, poi non discussa vista la firma del Decreto del Ministero dell’istruzione. Oggi si scopre che all’Istituto Sperimentale Rinascita Livi non è stato assegnato l’organico necessario per
realizzare la sperimentazione. Non è possibile, quindi, avviare la programmazione che garantisca ad alunni e famiglie il rispetto di quanto dichiarato dal progetto e vi è anche il rischio che se la situazione non si risolve velocemente, i docenti individuati per la sperimentazione vengano nel frattempo nominati su altre scuole”. Marco Campione si
chiede: “Può il ministro accettare di essere sconfessata nei fatti da un funzionario dello Stato da lei nominato? Gelmini dunque non si nasconda dietro Colosio. Se le risorse non ci sono perché lei ha autorizzato la sperimentazione? Parliamo di pochi docenti che erano già lo scorso anno nel contingente, non sono dunque risorse aggiuntive: si assuma le proprie responsabilità e individui dove recuperare le risorse necessarie perché l’anno scolastico possa cominciare regolarmente anche a Rinascita”.
Milano, 2 settembre 2011
___________________________
Interrogazione urgente con risposta orale e scritta ex art. 85,86, 88 e 59 del Regolamento del Consiglio Provinciale al Presidente della Provincia On. Guido Podestà e all’Assessore al Lavoro Paolo del Nero.
Premesso che
Come da informazioni riportate dalla stampa il 2 luglio u.s risulta che nel Comune di Corbetta (Zona Ovest della Provincia di Milano), la Cooperativa Punto Tre operante per conto della Società A&G Marco che gestisce lo smistamento delle rese di riviste avanzate dalle edicole, sarebbe intenzionata a procedere al licenziamento di una quarantina di lavoratrici.
Preoccupati per la situazione odierna e per quanto possa accadere tra qualche settimana: la messa in discussione di altri posti di lavoro, perché l’obiettivo finale sembrerebbe essere quello di rendere “precaria” qualsiasi prestazione lavorativa che verrà effettuata presso il Consorzio Rondine in appalto presso la A&G Marco
si chiede
all’Assessore alla partita di relazionare la Commissione 8^ (Lavoro) ed il Consiglio Provinciale per informare su quali interventi ed azioni intende adottare la Provincia di Milano e sulle prospettive per salvaguardare dei posti di lavoro in discussione.
Il Consiglio Provinciale
Impegna il Presidente della Provincia On. Guido Podestà e l’Assessore Del Nero di concerto con le istituzioni locali e la Regione Lombardia per attivare tutte le iniziative necessarie per dare risposte positive alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti.
Consigliera Provinciale
Diana De Marchi
Milano, 04 Luglio 2011
______________
A “Buongiorno Regione” servizio su Rinascita, minuto 00:15:13
_________________
Appello per la scuola Rinascita di Milano. De Marchi (Pd): Colosio riveda parere negativo
Un appello firmato dal personale delle Scuole Laboratorio, sottoscritto dalla consigliera provinciale Diana De Marchi e una mozione del gruppo del Pd, sottoscritta da tutta l’opposizione, per chiedere alla Giunta provinciale di lavorare affinché possa ripartire la sperimentazione.
Questo l’impegno del gruppo del Pd per salvaguardare sperimentazioni storiche della ricerca pedagogica più avanzata della Scuola Rinascita di Milano, della Scuola—Città Pestalozi di Firenze e della scuola Don Milano di Genova, legate dal progetto interregionale chiamato “Scuola Laboratorio” che coinvolgono oltre 700 studenti.
“La sperimentazione della durata di 5 anni e iniziata nel 2006 – spiega De Marchi, che oltre ad essere consigliere provinciale è anche docente della scuola Rinascita – sull’esempio delle “Teacher trainig school” presenti nel sistema scolastico finlandese, attende ancora il nuovo via libera da parte del Ministero per proseguire, nonostante rassicurazioni verbali. Il prolungarsi dei tempi d’attesa del nuovo Decreto ha già messo in forte difficoltà le tre scuole laboratorio, impedendo di fatto di avviare qualsiasi programmazione delle attività di didattiche e organizzative per il prossimo anno scolastico. Senza contare che i genitori hanno già iscritto i propri figli per questa sperimentazione e che i docenti, e soprattutto gli alunni, avrebbero avuto il diritto di saper dell’esito della procedura in tempi utili”.
“Il parere dell’ufficio scolastico regionale lombardo – continua De Marchi - a differenza di quello toscano e di quello ligure, è stato negativo. Ciò è avvenuto considerando solo il lato economico del progetto. Questa decisione rischia di cancellare un’eccellenza che abbiamo a Milano e che serve tutta la Provincia. Una scuola che fa innovazione e sperimentazione all’avanguardia per formare gli insegnanti e i cittadini di domani”.
“Per questo oltre a sottoscrivere l’appello lanciato dal personale delle Scuole Laboratorio – conclude De Marchi - abbiamo anche presentato una mozione urgente per chiedere alla giunta provinciale di sollecitare il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Colosio, a rivedere il suo parere negativo, dando così risposta alle richieste di continuità degli alunni, dei genitori e degli insegnanti”.
Milano, 2 giugno 2011
______________
Mozione Urgente
Oggetto: sperimentazione Scuola Media Amleto Levi- Rinascita
Il Consiglio Provinciale di Milano
premesso che
- a Milano abbiamo una scuola punto d’eccellenza dell’istruzione pubblica, patrimonio della nostra città: la scuola media sperimentale Amleto Livi – Rinascita che ha saputo sviluppare nel tempo metodi di insegnamento sempre aggiornati per rispondere ai nuovi e diversi bisogni formativi dei giovani, una scuola che fa ricerca pedagogica avanzata in collaborazione con il mondo scientifico e universitario, Centro Risorsa per lo sviluppo professionale dei docenti sul territorio attraverso una stretta collaborazione con le realtà amministrative locali.
- nel dicembre 2010 la scuola media Rinascita è stata insignita dell’attestato di “benemerenza civica”, in occasione della consegna degli Ambrogini d’Oro come riconoscimento da parte della città della funzione didattica e sperimentale svolta.
considerato che
- quest’anno si conclude il quinquennio di sperimentazione delle tre scuole laboratorio: la scuola-Città Pestalozzi di Firenze, la Scuola Rinascita di Milano e la scuola Don Milani di Genova, realizzato sulla base del Decreto Ministeriale nr. 3339 del 10 marzo 2006, dell’allora Ministro Moratti;
- alla scadenza del medesimo, le tre scuole hanno presentato in data 6 novembre 2010 un nuovo progetto, per la prosecuzione della sperimentazione in rete dal titolo “dalla scuola laboratorio verso la WIKI school”;
- il nuovo progetto delle tre scuole in rete tra loro testimonia l’utilizzo dell’autonomia e della sperimentazione per innovare e offrire un servizio concreto alle scuole del territorio in una logica di collaborazione tra scuole statali e paritarie;
- il Progetto Interregionale ha avuto parere favorevole del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione;
- l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria e della Toscana hanno dato parere favorevole;
- il direttore Regionale Lombardo Colosio è stato l’unico a dare parere negativo solo per ragioni economiche
impegna la Giunta
a sollecitare il direttore scolastico lombardo Dott Colosio, perché riconfermi la sperimentazione della scuola media Rinascita. Esperienza del modello di innovazione e modernizzazione, previsto anche dalla riforma del Ministro Gelmini, ed esperienza praticata con successo da anni. L’approvazione è indispensabile per non disperdere un patrimonio della scuola pubblica di valenza nazionale per la ricerca in ambito pedagogico e didattico.
Diana De Marchi PD
_______________________
Cambiare Milano SI puo’
Le destre che governano Milano hanno subito una sconfitta al primo turno delle elezioni amministrative.
La risposta dell’elettorato dipende dalla stanchezza popolare per il loro malgoverno e per la loro prepotenza, uguali qui come in Parlamento. Le donne hanno dato un grande contributo a questo risultato a partire dalla manifestazione del 29 gennaio in Piazza della Scala.
La giornata del 13 febbraio per la libertà e la dignità femminili ha messo in moto la forza delle donne, che hanno tradotto nel voto la protesta, contro la regola impressionante dello scambio sesso-carriere.
Ora non lasciamo a metà il lavoro!
Perché Milano mandi il segnale di svolta a tutta l’Italia, votiamo e invitiamo a votare
PISAPIA sindaco
il 29 e 30 maggio
Il “Sindaco gentile” ha capito che governare senza le donne è fuori dal tempo e ha aderito alla nostra richiesta:
farà una giunta composta per metà di donne e per metà di uomini, in un Consiglio Comunale nel quale le elette saranno 10 su 48, mentre l’amministrazione uscente contava una presenza di sole 7 donne su 60 consiglieri! Così le esperienze e le competenze delle donne di Milano saranno impegnate in tutti i luoghi del governo della città.
E’ un grande cambiamento! Diamo tutte il nostro apporto!
LE DONNE CON PISAPIA SINDACO
___________________
La forza gentile di Pisapia “trascina” la forza delle donne
Sulla spinta delle manifestazioni del 29 gennaio “Un’altra Italia è possibile” e del 13 febbraio “Se non ora quando?”, le liste del centro-sinistra a sostegno di Giuliano Pisapia hanno registrato una decisiva svolta nella presenza di candidate al consiglio comunale rispetto al passato.
L’intera coalizione a sostegno di Pisapia presenta una pressoché equa distribuzione di genere - 44% donne e 56% uomini - media che sfiora il 50% (48% donne e 52% uomini) se si toglie dal calcolo Italia dei Valori che, con un esiguo 21% di candidate in lista, abbassa la percentuale delle donne presenti nell’intera coalizione.
Si tratta, dunque, di una notevole svolta, di un momento di rottura rispetto al passato, ma anche di un significativo elemento di distinzione rispetto al centrodestra che presenta una quota di candidature femminili del 19% per il Popolo delle Libertà e del 23% per la Lega Nord.
Ma cosa ci raccontano i risultati del 15-16 maggio?
Pur dovendo attendere il ballottaggio per l’esito finale della consultazione ai fini della distribuzione del numero di consiglieri e consigliere tra le diverse liste, un dato balza subito agli occhi. In caso di vittoria del centro-sinistra il sindaco Giuliano Pisapia potrebbe contare su una presenza nella coalazione di maggioranza del 34,5% di donne, pari a 10 su 29, una quota decisamente significativa se consideriamo che l’amministrazione uscente contava una presenza di sole 7 donne su 60 consiglieri, tra maggioranza e opposizione. Ma non basta: i primi dati ci dicono anche che nel confronto tra le due coalizioni il rapporto delle donne in consiglio comunale sarà comunque largamente a favore del centro sinistra. Infatti, anche in caso di vittoria del centro-destra la Lega si riconfermerebbe partito maschilista per eccellenza e il PDL portererebbe in consiglio una sola donna - l’ex-assessora Mariolina Moioli - eletta nella lista civica Milano. Al contrario il centro-sinistra, in caso di sconfitta, potrebbe contare sulla presenza di 6 donne. Quindi: 10 a 1 se il centro-sinistra vince; 6 a 1 se perde.
Questo quadro, sicuramente positivo rispetto al passato, nasconde tuttavia ancora rilevanti difficoltà per le donne che decidono di intraprendere la strada della partecipazione politica.
Il numero paritario e l’alternanza non sono sufficienti a garantire un risultato pari a quello degli uomini. Le donne risultano per lo più sgranate nella graduatoria delle preferenze e non sempre è di per sé premiante neppure la collocazione in testa di lista: questo è ciò che risulta, ad esempio, nel caso del PD dove le due donne inserite ai primi posti – alternate a due uomini - si posizionano all’undicesimo e al diciassettesimo posto per numero di voti ottenuti, superate da numerosi uomini, peraltro tutti – tranne uno – consiglieri uscenti. In realtà, la precedente esperienza politica sembra offrire una buona visibilità e potenzialità di successo non solo agli uomini, ma anche alle donne: è il caso dell’unica consigliera comunale uscente del PD che, partendo dalla 42sima posizione in ordine alfabetico, ottiene un eccellente risultato collocandosi al 5° posto, ma anche di un’altra candidata dello stesso partito che viene dalla pratica del consiglio di zona, dove si è occupata di temi assai vicini alle donne. Ancora, esperienza, visibilità e rapporto con il territorio e con i bisogni dei cittadini e delle cittadine hanno sicuramente premiato le candidate che occupano i primi due posti per numero di preferenze di Sinistra Ecologia e Libertà. Interessante, poi, il caso della lista civica per Pisapia che, avendo scelto di collocare le donne nella parte alta della lista, le trova nelle stesse posizioni alte della graduatoria anche per quanto riguarda il numero di preferenze ottenute. E, in questo caso, si tratta di figure femminili rappresentative del variegato mondo professionale della città.
Quali considerazioni possiamo dunque trarre da queste primissime riflessioni? Innanzitutto l’importanza della voce delle donne sulla scena pubblica con le grandi manifestazioni cittadine e nazionali di inizio anno, che ha riportato con forza al centro dell’agenda politica il tema della assenza della rappresentanza femminile dai luoghi delle decisioni pubbliche e che ha “costretto” i partiti a scelte paritarie nella composizione delle liste. In secondo luogo, l’onda lunga di questi movimenti ha probabilmente aiutato le candidate nella conquista di voti, pur in un quadro di grande competitività con la preferenza unica e pagando sicuramente le donne, rispetto agli uomini, per inesperienza nell’agire pubblico, per minori risorse economiche e minore sostegno da parte dei partiti politici, nonché minore disponibilità di tempo.
Certo, la strada è ancora molto lunga e, sotto questo profilo, appare particolarmente grave per tutte le donne – ma forse non è del tutto casuale – l’insuccesso femminile sul fronte del centro-destra.
17 maggio
Francesca Zajczyk
_________________________________
METTIAMO IN PIAZZA I DIRITTI

_________________________

Bilancio in Provincia: grazie alle opposizioni sconti per i pendolari, sostegno alle famiglie e potenziamento fibra ottica

“Trecentomila euro da destinare agli sconti per il trasporto pubblico per pendolari, studenti e anziani, 2 milioni di euro per dare nuovo impulso alla realizzazione della rete in fibra ottica della Provincia e la creazione di un fondo anticrisi finanziato con parte dei futuri provenienti del dividendo di Sea”. Questi sono le conquiste delle opposizioni a Palazzo Isimbardi ottenute nel corso della discussione del bilancio di previsione 2011. Bilancio che poi è stato approvato dalla maggioranza ieri in serata con il voto contrario delle opposizioni.
Nel dettaglio sono stati approvati due emendamenti ed un ordine del giorno presentati dal centrosinistra. Il primo destina 300 mila euro per finanziare nuovamente gli sconti sugli abbonamenti per pendolari, studenti e anziani della provincia. Il secondo stanzia 2 milioni di euro per procedere nel completamento della rete in fibra ottica che attraversa il nostro territorio, il cui progetto ha avuto un grande impulso nel corso dell’amministrazione Penati. Infine è stato approvato un ordine del giorno che chiede di destinare parte dei futuri proventi del dividendo straordinario di Sea alla creazione di un fondo per il sostegno al reddito di famiglie in difficoltà e per il supporto all’occupazione attraverso la creazione di borse lavoro per over 45 e under 30 e finanziamento al microcredito per le imprese.
“Il nostro giudizio su questo bilancio rimane estremamente negativo” spiega Matteo Mauri, capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi. Al centro delle critiche la scelta di alienare gli stabili di pregio di proprietà dell’ente per fare cassa: “è un bilancio costruito sulla sabbia – ha detto Mauri - tutto concentrato sulla vendita degli immobili, patrimonio accumulato nel corso degli anni. Vendere i gioielli di famiglia è una scelta assurda. Noi con le nostre proposte vogliamo portare avanti un’idea totalmente diversa. Potenziare lo sviluppo della rete della fibra ottica, non solo favorisce l’innovazione, ma permette di realizzare una infrastruttura che nei prossimi anni darà consistenti utili alla Provincia. Un introito rilevante e stimabile in diverse decine di milioni di euro che permetterà alla Provincia di compensare i tagli nei trasferimenti effettuati dal governo”.
“Le opposizioni hanno cercato di mettere un po’ di sostanza ad un bilancio un po’ troppo asettico e senza idee - commenta il Capogruppo di Italia dei Valori Roberto Biolchini -. L’Amministrazione si è limitata al “compitino” senza produrre innovazione e senza avere una visione complessiva, pur comprendendo le difficoltà dovute alle ristrettezze economiche. Con il nostro impegno, abbiamo voluto tracciare una strada alternativa su tre aspetti che riteniamo centrali per lo sviluppo del territorio provinciale e le esigenze dei cittadini: il trasporto pubblico, la fibra ottica e il sostegno al lavoro. Tre ambiti che sono propri dell’Amministrazione Provinciale e che abbiamo voluto valorizzare a fronte di una scarsa attenzione assegnata da parte della maggioranza di centrodestra”.
“Il menefreghismo dimostrato in aula dalla maggioranza è davvero vergognoso – ha dichiarato il Capogruppo per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti –. Un muro di gomma di PDL e Lega Nord contro il quale si sono infrante le istanze che provengono dalle amministrazioni locali, dai comitati, dai cittadini del nostro territorio e che noi abbiamo provveduto a portare in Consiglio. Si trovano i soldi per moltiplicare le poltrone nei CDA delle controllate della Provincia, ma non si trova un euro né per i lavoratori precari di AFOL Milano, né per dare risposte concrete ai cittadini in merito al potenziamento del trasporto pubblico e alla valorizzazione della scuola pubblica. Vergognoso poi che la discussione sul bilancio sia avvenuta, ancora una volta, senza la presenza in aula di Podestà e di gran parte della Giunta provinciale”.
“Mi sarei aspettata una maggiore attenzione al sociale e alle fasce deboli, soprattutto in un momento come questo - dichiara Gabriella Achilli, capogruppo della Lista Penati - . Purtroppo nel bilancio approvato dal centrodestra c’è una netta diminuzione dei fondi destinati alle politiche sociali e nessuno degli emendamenti presentati che chiedeva un cambio di rotta è stato approvato. Ci hanno dovuto pensare le opposizioni”.
Milano, 8 aprile 2011


__________________________

COMUNICATO STAMPA

Emendamento, 7 aprile 2011

Oggi in Provincia è stato votato un emendamento proposto dalla Lega con seguente testo:

“Incrementare il capitolo settore programmazione educativa relativo alle attività integrative della didattica al fine di attivare corsi nelle scuole secondarie di secondo grado per l’apprendimento del dialetto valorizzando in tal modo le tradizioni locali”
Si chiedono 20.000 euro per insegnare il dialetto a milano e provincia in un momento in cui le scuole soffrono dei pesanti tagli che continuano ad impoverire l’offerta formativa e soprattutto proponendo quanto di più inutile nell’attuale situazione sociale e politica. La provincia, competente per le scuole superiori ed in particolare nell’ambito della formazione professionale, dovrebbe capire i veri bisogni attuali e, se pensiamo all’expo di cui tanto parla, provvedere alla preparazione dei giovani perchè acquisiscano competenze spendibili quell’occasione e soprattutto utili al loro futuro lavorativo, tra queste sicuramente non rientra il dialetto. Inoltre sono stati tagliati i contributi alle famiglie in crisi, ai servizi all’infanzia e ai disabili, è vergognosa l’approvazione del contributo di 20.000 euro, nonostante la modifica dell’emendamento per iniziative di valorizzazione della cultura lombarda!

Diana De Marchi

_______________

ORDINE DEL GIORNO del 21 marzo 2011
Intitolazione Targa a Luisa Ferida in zona 8
Il Consiglio Provinciale
Considerato che il Consiglio di zona 8 in data 16 marzo 2011, vigilia della Festa del 150° dell’Unità d’Italia e anche ricordo del 23° anniversario del rapimento di Aldo Moro e del massacro di cinque uomini della scorta, ha deliberato la proposta di dedicare una targa in via Poliziano alla memoria di Luisa Ferida, attrice del ventennio che aderì alla repubblica di Salò, compagna di Osvaldo Valenti e frequentatrice con lui della famigerata Villa Triste, il covo della banda Koch e luogo di tortura per decine e decine di cittadini colpevoli di essere antifascisti
E che la targa così recita
In questo luogo, il 30/4/ 1945 venne assassinata, benchè incinta, LUISA FERIDA, famosa attrice di teatro e di cinema.
A lei e a tutte le vittime dell’odio e della violenza causate da ideologie totalitarie e antidemocratiche è dedicata questa targa, affinchè mai più nella storia si ripetano simili nefandezze
Ricordando che anche il Cardinale Schuster denunciò nel settembre 44 con una lettera a Mussolini le atrocità commesse a Villa Triste e che perfino la Muti dovette intervenire per farle cessare
E che, Pietro Koch, il maggior responsabile di quelle torture fu condannato a morte dall’Alta Corte di Giustizia a Roma, condanna eseguita il 15 giugno 1945,
Visto che le targhe vengono approvate per segnalare esempi positivi risulta incomprensibile che cosa ci sia di positivo nel comportamento della Ferida che continuava a frequentare Villa Triste conoscendo le sevizie che lì si commettevano senza denunciarle
Chiede, pertanto, al Presidente della Provincia di Milano e alla Giunta Provinciale di esprimere parere contrario alla targa a Luisa Ferida sollecitando il Sindaco di Milano ad onorare la dignità delle vittime dell’odio e della violenza finiti nelle mani sanguinarie della banda Koch con l’intitolazione di targa davanti a Villa Triste che ricordi veramente le atrocità lì commesse, i nomi di tutte le persone torturate e uccise.
Diana De Marchi
________________________

COMUNICATO STAMPA

Via Paravia, De Marchi e Gentili (Pd): Comune non lasci morire la scuola

La scuola di via Paravia a Milano non deve essere svuotata e lasciata morire. La scelta dell’ufficio scolastico provinciale di smistare gli iscritti in altre scuole non farà che impoverire il quartiere. Sono dell’idea che al contrario quella scuola necessita di strumenti per continuare il suo lavoro e di sostegno all’impegno dei suoi straordinari insegnanti”. Questa la denuncia fatta da Diana De Marchi, consigliera provinciale del Pd, in merito alla scuola Radice.
In questa scuola sono attivi ben 15 progetti educativi, molti dei quali rivolti in modo specifico agli alunni stranieri. La consigliera De Marchi vuole difendere questo lavoro: “La Provincia di Milano, rispondendo ad una interrogazione, ci aveva comunicato che non esistevano interventi di ridimensionamento della scuola e avevo avuto rassicurazioni anche da parte del Comune sulla volontà di non chiuderla. Eppure ora sappiamo che i bambini iscritti quest’anno verranno smistati in due scuole elementari distanti, una delle due lontanissima. Appare del tutto ovvio che, per le scuole in quartieri difficili e ad alta densità di immigrati come quella di via Paravia, la mancanza di finanziamenti e di sostegno equivale a lasciarle morire. Questo non deve succedere. Siamo del parere che non sia questo il progetto per contrastare la dispersione scolastica, primo obiettivo di chi si occupa di scuola”.
“L’assessore comunale alla Scuola Moioli – aggiunge David Gentili, consigliere comunale del Pd - dopo aver destinato un’intera ala della scuola ad una scuola privata, è stata sentita sull’argomento? Cos’ha da dire il Sindaco Moratti al quartiere San Siro? Cos’ha da dire a Figino, altro quartiere di periferia al quale stato annunciato che l’hanno prossimo saranno tagliate le classi prime?”
Milano, 7 aprile 2011
_________________
Comunicato stampa in seguito alla mia presentazione dell’ordine del giorno in Consiglio Provinciale sul sostegno economico ad associazioni che si occupano sul territorio di orientamento formazione e riccolocomanto professionale delle donne lavoratrici, ordine del giorno presentato perchè per la prima volta dal dopoguerra milano ha raggiunto un tasso di disoccupazione superiore alle altre province lombarde.
“La difesa del lavoro femminile e la formazione per la ricollocamento delle donne lavoratrici non pare proprio interessare alla presidentessa della commissione provinciale Pari Opportunità, l’esponente del Carroccio Agnese Tacchini”. Questa la denuncia fatta dalle consigliere del Partito Democratico, Diana De Marchi, Roberta Perego e Bruna Brembilla.
La consigliera Diana De Marchi aveva presentato un ordine del giorno collegato al Bilancio che chiedeva di stanziare risorse per le associazioni che si occupano si politiche di formazione orientamento e ricollocazione delle donne lavoratrici, partendo dal fatto che il territorio della Provincia di Milano conta su una percentuale di lavoro femminile più elevata rispetto alla media regionale e nazionale, ma nello stesso tempo questo lavoro è, più che altrove, precario e ha risentito, più che altrove, della crisi economica e del tagli dei servizi.
Questo ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza di centrodestra a Palazzo Isimbardi ma quello che è apparso scandaloso è stato l’atteggiamento della presidentessa della Commissione Pari Opportunità.
“Viste le politiche di genere e le politiche per il lavoro portate avanti dalla Provincia di Milano non ci eravamo fatte illusioni sull’approvazione di questo ordine del giorno – spiegano le consigliere De Marchi, Perego e Brembilla - ma ci aspettavamo un’attenzione decisamente maggiore da parte di colei, che per il suo ruolo, ha il compito di proporre azioni positive per il riequilibrio tra generi sia nella carriera che nell’accesso al lavoro. Invece nulla, la consigliera Tacchini pur essendo presente alla seduta non ha partecipato al voto. Non solo, non ha nemmeno preso la parola in Aula a spiegare la sua scelta”.
“Un comportamento decisamente discutibile – denunciano le consigliere del Pd – che certamente non le fa onore”.

_____________________

INTERROGAZIONE

Milano, 15.2.2011

Oggetto: Cascina Linterno
Premesso che:
  • Cascina Linterno, luogo del cuore del Fai, probabile dimora agreste di Petrarca nel suo periodo milanese (1353-1361), acquisita dal Comune di Milano in data 9 giugno 2010, rappresenta un patrimonio internazionale non solo per l’architettura trecentesca, ma anche da un punto di vista ambientale;
  • Visitando la Cascina Linterno ed il Parco delle cave si condensano gli aspetti peculiari dell’antico contado di Milano: residui del disegno agricolo del basso milanese con fontanili, marcite e boschi che riassumono gli aspetti peculiari del Parco Agricolo Sud;
  • la benemerita Associazione Amici della Cascina Linterno (d’ora in avanti ACL) è titolata a presidiare il prezioso immobile a seguito di relativo OdG approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 1° marzo 2007;
  • l’Associazione l’ACL beneficia, dal dicembre 2005, del comodato d’uso della storica dimora già in precedenza concordato con la proprietà dalla quale il Comune ha rilevato la struttura (Gruppo Borio Mangiarotti) in spazi di assoluta sicurezza che hanno consentito alla medesima di sviluppare innumerevoli e prestigiose iniziative culturali rivolte alla cittadinanza, il tutto sempre a titolo gratuito;
  • l’ACL è stata insignita dell’Ambrogino d’Oro nell’anno 2003,
considerato che:
  • dalla sera di venerdì 17 settembre, con un’improvvisa lettera, il Comune di Milano - Direzione Centrale Attività Produttive, Politiche del Lavoro e dell’Occupazione - impedisce all’ACL e ai visitatori di accedere al monumento, non prima di imprecisate verifiche ispettive tecniche volte ad accertarne le condizioni di sicurezza;
  • è allo studio da parte del Comune di Milano - utilizzando anche lo scomputo urbanistico del PII Calchi Taeggi - un progetto di recupero conservativo e gestionale per il futuro della splendida dimora petrarchesca
  • tutto ciò premesso si chiede al Presidente Podestà in qualità di Presidente della Provincia e del Parco Agricolo Sud:
  • come intenda valorizzare il progetto complessivo legato al recupero delle cascine che per la loro stessa natura rispondono alle linee guida dell’Expo “nutrire il pianeta”,
  • che cosa farà per garantire il presidio e la tutela del complesso culturale di Cascina Linterno che rappresenta la porta d’ingresso della Parte Ovest di Milano verso i luoghi espositivi dell’Expo e diventando fisicamente e metaforicamente il punto di partenza per i visitatori.
diana de marchi
giorgio cazzola

___

La Provincia di Milano come laboratorio territoriale

A novembre in Provincia di Milano si era dimesso il Presidente della commissione agricoltura, il nuovo Presidente, Capodici, è stato rinominato 2 settimane fa ed immediatamente ho chiesto di convocare una commissione per avviare un percorso di ridefinizione di obiettivi e di modalità di azione congiunta in considerazione della necessità di trovare nuovi equilibri di sviluppo a partire dai territori urbanizzati e dal loro rapporto con il sistema alimentare, infatti la rapida urbanizzazione sta facendo emergere in tutto il mondo le questioni relative al consumo di suolo che richiedono un ripensamento dei cicli di produzione e di consumo alimentare insieme ad una ridefinizione della forma e dell’organizzazione dei territori urbanizzati.
Pensando al Parco Sud e, più in generale all’intero territorio milanese, Milano e il suo territorio si possono proporre come un laboratorio territoriale che mostri concretamente sui propri territori urbani e agricoli i temi di Expo in rapporto al legame tra sistemi alimentari e modello di sviluppo urbanizzato.
Abbiamo chiesto che si parta da qui per sperimentare nuove forme e orientamenti per la produzione agricola milanese e lombarda, per intrecciare attività di progettazione di luoghi, di ecosistemi, di economie di trasformazione e di servizi innovativi finalizzati allo scambio tra produzione e consumo a scala territoriale.
Si tratta di attivare sperimentazioni che verranno promosse prioritariamente nel territorio milanese e lombardo, ma pensando per ciascuna di esse anche una proiezione più ampia, Affinché il tema dell’alimentazione possa essere utilizzato attraversando Expo, abbiamo proposto, come esempi, trasformazioni relative a:
  • le realtà agricole e commerciali
  • la qualificazione delle periferie
  • il sistema delle acque
  • le forniture delle diverse forme di ristorazione collettiva
  • il rapporto tra gli abitanti di Milano e il territorio milanese
  • i servizi innovativi per la produzione e il consumo
  • il sistema dell’istruzione e della formazione
La proposta è stata accolta favorevolmente anche dall’Assessore all’Agricoltura Agnello, presente durante la discussione.

____

Se non ora, quando??

Adesso!

13-febbraio-se-non-ora-quando
_______
DIMISSIONI
Un gesto di rispetto, di responsabilità e d’amore nei confronti del Paese e della dignità delle donne
Comunicato delle Donne PD Area Metropolitana Milanese
Lo spettacolo arrogante e indecentemente decadente offerto in questi giorni dal Presidente del Consiglio e dallo stuolo di politici ed amministratori che hanno ridotto la politica ad una pratica cortigiana colpisce innanzitutto il ruolo ed il decoro delle istituzioni e la dignità e l’intelligenza delle donne.
Un Paese normale sa di poter contare sulla presenza delle istituzioni, sull’impegno della politica e sul rispetto di tutti i cittadini, donne e uomini.
Vent’anni di pressione mediatica e di politica scellerata hanno reso anomalo il nostro Paese attraverso il disprezzo delle regole e delle istituzioni, il sovvertimento dei valori e, purtroppo, la soppressione dei talenti, dell’impegno e delle espressioni dei volti delle donne che il Cavaliere e i suoi caudatarii trattano come corpi e labbra rifatte per soddisfare il re ed i suoi più stretti cortigiani.
Ci vorrà molto tempo e molto impegno per far rientrare nella normalità un Paese, il cui Presidente del Consiglio, che si atteggia a Paladino dei valori cristiani e della famiglia, è accusato di un reato infamante come quello di favoreggiamento della prostituzione minorile.
Poiché tuttavia da qualcosa si deve pur cominciare, riteniamo che occorra innanzitutto partire da un gesto di rispetto e d’amore per il proprio Paese e per il suo popolo. Berlusconi si deve dimettere per meglio affrontare il percorso giudiziario, per salvaguardare le istituzioni dall’ondata di fango che rischia di ricadere sul suo Paese e per consentire a questo stesso Paese di occuparsi di se stesso e meglio affrontare questa difficile momento di crisi.
E con lui, per gli stessi motivi, dovrebbero dimettersi i politici e gli amministratori coinvolti in questa sordida inchiesta, come Nicole Minetti, inserita nel listino regionale per volere di Berlusconi (dove si viene eletti automaticamente senza dover raccogliere il consenso degli elettori) e per questo oggi consigliere regionale. Varrebbe senz’altro la pena riconsiderare la legge elettorale al fine di eliminare il cosiddetto listino nel quale si è cooptati e ci si sottrae al voto dei cittadini.
Infine, come donne milanesi, siamo sconcertate dal comportamento della Sindaca di Milano, Letizia Moratti, che la mattina rende omaggio a Madre Teresa di Calcutta e il pomeriggio accorre inopportunamente (in quanto Sindaco e donna) in difesa della posizione del premier, suo capo di partito.
Milano, 19 gennaio 2011
Prime firme
Piera Landoni (Responsabile Democratiche Area Metropolitana milanese), Francesca Zajczyk (consigliera comunale Milano), Sara Valmaggi e Arianna Cavicchioli (consigliere regionali), Bruna Brembilla, Diana De Marchi e Roberta Perego (consigliere provinciali), Ilaria Cova (responsabile regionale Democratiche)
_____
articolo-unita-1febbraio2011
_____
Omnimilano - CONSIGLIO PROVINCIALE, PD: DE MARCHI SUBENTRA A MODUGNO

(OMNIMILANO) Milano, 01 lug - Cambio in corsa tra i banchi di
Palazzo Isimbardi all’interno del Partito Democratico. Con
votazione unanime il consiglio provinciale ha approvato la
delibera che ufficializza la sostituzione dell’ex consigliere
Roberto Modugno con la neoconsigliera Diana De Marchi che dopo
le elezioni dello scorso anno aveva fatto ricorso, vincendolo,
sul conteggio dei voti. “Ringraziamo il consigliere Modugno, la
sua esperienza e’ stata molto utile a tutti noi”, ha detto
accogliendo la nuova consigliera, Roberto Caputo (Pd). “Diana De
Marchi da consigliera di zona ha una grande esperienza
amminstrativa, si e’ sempre battuta per questa citta’, stando
vicino ai cittadini e ai loro bisogni. La sua presenza sara’
sicuramente di aiuto a questo consiglio“.
<!–[if !supportLineBreakNewLine]–>
<!–[endif]–>
“Spero di dare il mio contributo al lavoro di questo gruppo”, ha
detto De Marchi, accolta da un applauso dell’aula.

________

6 maggio a san siro con i consiglieri comunali del PD


il 6 maggio i consiglieri comunali del partito democratico Majorino, Fanzago e Maran hanno partecipato all’incontro con i residenti del quartiere San Siro
Grazie al prezioso aiuto di D’Acquino, Mandorini, Ghinelli, Baldin, Sofia e Alpino abbiamo tenuto aperto il gazebo PD in Piazza Selinunte dalle 11.00 alle 15.00, punto di ritrovo per l’interessante appuntamento molto partecipato:
abbiamo incontrato il comitato di quartiere e molti cittadini che hanno esposto i loro problemi soprattutto relativi alle politiche abitatative e alla convivenza con gli stranieri
Martinalli presidente dell’Asco San Siro: commercianti in crisi per situazione economica, ma anche nello specifico difficile viabilità della piazza e scarsa manutenzione dei marciapiedi, degrado generale del quartiere che non invoglia la gente a venire qui a fare acquisti
Visita di Alfabeti scuola di italiano per stranieri che svolge un lavoro prezioso nel quartiere, affitta i locali da Aler, ma non ha canone agevolato e nessun sostegno, nonostante l’apprendimento della lingua italiana sia fondamentale per permettere l’integrazione degli stranieri numerosissimi nel quartiere
Mercato comunale di piazza Selinunte: incontro con i 2 negozianti rimasti all’interno del mercato che chiuderà il 15 maggio per lavori di ristrutturazione, riaprendo a settembre, dopo 3 anni di proteste dei cittadini e battaglie sostenute anche dal nostro circolo, in consiglio di zona e in consiglio comunale, importante sarebbe provvedere alla creazione di parcheggi per favorire la sosta delle auto e quindi gli acquisti al mercato; proposta: creare aree dedicate al mercato per esempio all’altezza della fermata del bibliobus dove ci sono alcuni parcheggi, il bibliobus passa solo al lunedì mattina quindi nelle altre giornate e al lunedì pomeriggio quello spazio potrebbe essere dedicato a chi va al mercato con segnalazione tramite cartello
Cascina Case Nuove: da 10 anni in condizioni di degrado, ricovero di senzatetto periodicamente sgomberati dalla polizia e discarica aperta, utilizzata anche da chi ha ristrutturato la parte frontale e ha buttato tutte le macerie e le masserizie nel prato dove sono rimaste da anni, situazione vergognosa, nonostante un finanziamento previsto dal governo Prodi per la riqualificazione con una parte dedicata ad un progetto di housing sociale. E’ stata ristrutturata una piccola parte inutilizzata, essendo collocata in un ambiente fatiscente e pericolante. La cascina non è diventata un campo nomadi grazie alla presenza costante di 4 signore che hanno una gattara all’interno, autorizzata dalla Asl, e tutti i giorni vanno nella cascina per curare e dar da mangiare ai gatti, il presidio istituzionale è affidato a queste quattro signore!
Incontro con insegnanti della scuola elementare di via Paravia, dove vi sono 85% di bambini stranieri, la scuola partecipa al progetto Start, progetto che ritengono interessante e che potrebbe essere di sostegno a chi lavora in scuole con forte presenza di stranieri, però non sono chiari l’organizzazione della formazione degli insegnanti e i criteri di assegnazione dei fondi del progetto.
Sopralluogo in via Tracia, esempio di case fatiscenti e discariche a cielo aperto che sicuramente non favoriscono l’attenzione e la cura dell’ambiente, ma danno la sensazione di vivere in un quartiere abbandonato, dove chiunque, anche da altre zone, può venire a buttare quello che non gli serve, come infatti avviene.
Abbiamo visto la torre termoelettrica di A2A in mezzo alla piazza dove gruppi di anziani e bambini hanno iniziato a dipingere il murales, lavoro di partecipazione della cittadinanza che è stata coinvolta anche nella scelta dei colori e dei disegni.
Incontro fuori programma con due residenti egiziani che hanno sottolineato la possibilità di problemi futuri con la seconda generazione di ragazzi che vivranno in una situazione identitaria poco chiara e quindi problematica, se non potranno avere la cittadinanza, inoltre si è parlato di molte donne che non si preoccupano di integrarsi e imparare la lingua, perchè sperano di essere qui provvisoriamente e quindi non si sforzano, non vogliono avere contatti oltre a quelli indispensabili, però poi restano anche 10 anni! Così a volte con i figli c’è il problema che i bambini vanno a scuola qui, l’italiano diventa la loro lingua e non riescono a comunicare con le madri! Si è discusso poi della possibilità di creare un luogo in cui raccogliere le esigenze degli stranieri e potersi interfacciare come interlocutori delle istituzioni del territorio (una specie di consulta) anche eleggendo un loro rappresentante.
Visita al laboratorio di quartiere che ha come compito principale quello di seguire i lavori di ristrutturazione delle case, aggiornando i residenti e sollecitando interventi dei settori tecnici per le disfunzioni segnalate, ma di fatto svolge anche attività di sportello per i residenti italiani e stranieri, punto di incontro delle associazioni attive sul territorio, e organizzazione di manifestazioni socio-sportive per favorire l’utilizzo strutturato della piazza e la partecipazione di ragazzi e ragazze stranieri e italiani a progetti sportivi (basket, calcio) con grande valenza educativa. Il contratto di quartiere scade a dicembre, ma le ristrutturazioni non sono terminate, ci vorranno ancora 3 anni, e soprattutto l’importante funzione di presidio e riferimento che il laboratorio ha costruito in questi anni essendo l’unico punto di incontro del quartiere avrebbe bisogno di essere potenziato, quindi non chiuso, ma sostenuto. Lo spazio del laboratorio viene usato anche per altri scopi, essendo il solo disponibile nel quartiere, quindi qui si ritrovano le associazioni che lavorano sul territorio, per esempio Gruppo Auto Mutuo aiuto per i familiari delle persone con disagio psichico “alle quali sono stati dati 900 alloggi nel quartiere, ma senza la presenza di un CPS. E’stata creata all’interno del laboratorio una biblioteca di quartiere gestita da volontari con circa 100 iscritti, punto di ritrovo e anche di intrattenimento con proposte per le diverse fasce di età. Il progetto della biblioteca a San Siro viene periodicamente riproposto da 20 anni, ci sono state molte promesse da parte dell’amministrazione, ma nessuna realizzazione!
_______

dopo elezioni regionali

____


Ecomostro di piazza piemonte

http://www.youtube.com/watch?v=YZfkQxZKFJk

_____


Mio intervento per consiglio di zona 7 durante discussione sull’intitolazione di una via di milano a Craxi

L’anniversario decennale della morte di Craxi poteva essere una buona occasione per ricordare, oltre alla vicenda politica e umana di un uomo, la storia di un partito, il Partito socialista, che fu di Bettino Craxi ma anche di Nenni, Pertini, Turati, Matteotti. Avremmo potuto riflettere, per esempio, sulle ragioni per cui il più antico partito italiano, fondato nel 1892, è quasi sparito dal panorama politico italiano. Insomma, con il dovuto distacco storico avremmo potuto parlare un po’ di noi, del nostro passato, esercizio sempre utile.

Invece non è accaduto nulla di tutto ciò. A dire il vero, per lungo periodo la destra che oggi lo onora ha perfino accuratamente evitato di parlare di Craxi e del PSI. Oggi Berlusconi dice «Craxi era mio amico», forte del suo potere e dei suoi numeri in Parlamento, ma nei primi tempi, quando doveva acquistare e consolidare il consenso, non mosse un dito in favore del suo “amico”: era meglio, allora, non nominare il nome di un personaggio guardato con ostilità da gran parte dell’opinione pubblica. Berlusconi ha poi incassato l’eredità del PSI, ma senza rendergli alcun merito.

L’unico “accenno storico”, se così si può chiamare, è arrivato dal nostro sindaco Moratti, con un acrobatico se non ridicolo confronto tra Craxi, Garibaldi e Giordano Bruno, anche loro condannati e poi riabilitati anche attraverso l’intestazione di piazze e vie. Dimentica, evidentemente, che quegli uomini furono condannati (e non da parte di uno Stato democratico), per la difesa delle proprie idee, e non per finanziamenti illeciti.

Del resto ha una strana memoria storica, e uno strano criterio per distribuire riconoscimenti, una classe politica che vuole intestare uno spazio pubblico a Craxi e che, quasi contemporaneamente, rimuove da una biblioteca comunale la targa dedicata a Peppino Impastato, un ragazzo che non ha mai infranto nessuna legge, che è morto ucciso dalla mafia, ma che, a quanto pare, aveva il torto di essere comunista.

Comunque, la destra che governa Milano oggi afferma la necessità di ripensare la figura di Craxi, prima di tutto dal punto di vista umano, poi politico e storico. Dunque ritiene che che ci siano delle “luci“ da mettere in evidenza, oltre alle “ombre“, e probabilmente c’è del vero, come accade per ogni essere umano.

Sostiene, questa destra, che era un modernizzatore, un uomo che capiva i cambiamenti sociali, che aveva un progetto di respiro internazionale. Chissà allora se sarebbe così orgoglioso, Bettino Craxi, di essere onorato da una città grigia e intristita, che ha certamente perso il dinamismo e la vitalità della “capitale morale” italiana, e che affronta, per fare un esempio, il fenomeno dell’immigrazione mettendo l’accento solo sui suoi aspetti problematici e negativi (che certamente esistono ma non sono gli unici), e con misure inadeguate. Uno statista, e chi vuole onorarlo, dovrebbe saper riconoscere una sfida della modernità, così complessa da non poter essere risolta con slogan e provvedimenti sommari.

Dovrebbe anche ascoltare, questa destra, le parole del figlio di Craxi: «si fa un uso strumentale della memoria di mio padre, che era comunque un uomo di sinistra».

Chissà allora quale sarebbe il giudizio di Craxi su un’amministrazione che vuole rendergli onore e che, nel frattempo, per scegliere solo alcuni esempi, sgombera i campi rom disperdendo nella notte donne e bambini, raduna in autobus blindati gli stranieri “rastrellati”, nega a un pugno di lavoratori la possibilità di proseguire gli studi chiudendo le scuole civiche. E tutto questo senza mai pronunciare almeno una parola di rammarico e di umano rincrescimento.

Si parla dei meriti di Craxi, quindi, delle sue “luci“, senza degnarle di un’analisi seria, di un confronto, un approfondimento, di un minimo di coerenza. Meglio, e molto più utile, evocare un altro “martire della giustizia”.

La differenza
la fai TU!