ecco il Notiziario del Consiglio di Zona 7 - giugno 2010

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Omnimilano - CONSIGLIO PROVINCIALE, PD: DE MARCHI SUBENTRA A MODUGNO


(OMNIMILANO) Milano, 01 lug - Cambio in corsa tra i banchi di
Palazzo Isimbardi all’interno del Partito Democratico. Con
votazione unanime il consiglio provinciale ha approvato la
delibera che ufficializza la sostituzione dell’ex consigliere
Roberto Modugno con la neoconsigliera Diana De Marchi che dopo
le elezioni dello scorso anno aveva fatto ricorso, vincendolo,
sul conteggio dei voti. “Ringraziamo il consigliere Modugno, la
sua esperienza e’ stata molto utile a tutti noi”, ha detto
accogliendo la nuova consigliera, Roberto Caputo (Pd). “Diana De
Marchi da consigliera di zona ha una grande esperienza
amminstrativa, si e’ sempre battuta per questa citta’, stando
vicino ai cittadini e ai loro bisogni. La sua presenza sara’
sicuramente di aiuto a questo consiglio“.

“Spero di dare il mio contributo al lavoro di questo gruppo”, ha
detto De Marchi, accolta da un applauso dell’aula.

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6 maggio a san siro con i consiglieri comunali del PD


il 6 maggio i consiglieri comunali del partito democratico Majorino, Fanzago e Maran hanno partecipato all’incontro con i residenti del quartiere San Siro

Grazie al prezioso aiuto di D’Acquino, Mandorini, Ghinelli, Baldin, Sofia e Alpino abbiamo tenuto aperto il gazebo PD in Piazza Selinunte dalle 11.00 alle 15.00, punto di ritrovo per l’interessante appuntamento molto partecipato:

abbiamo incontrato il comitato di quartiere e molti cittadini che hanno esposto i loro problemi soprattutto relativi alle politiche abitatative e alla convivenza con gli stranieri

Martinalli presidente dell’Asco San Siro: commercianti in crisi per situazione economica, ma anche nello specifico difficile viabilità della piazza e scarsa manutenzione dei marciapiedi, degrado generale del quartiere che non invoglia la gente a venire qui a fare acquisti

Visita di Alfabeti scuola di italiano per stranieri che svolge un lavoro prezioso nel quartiere, affitta i locali da Aler, ma non ha canone agevolato e nessun sostegno, nonostante l’apprendimento della lingua italiana sia fondamentale per permettere l’integrazione degli stranieri numerosissimi nel quartiere

Mercato comunale di piazza Selinunte: incontro con i 2 negozianti rimasti all’interno del mercato che chiuderà il 15 maggio per lavori di ristrutturazione, riaprendo a settembre, dopo 3 anni di proteste dei cittadini e battaglie sostenute anche dal nostro circolo, in consiglio di zona e in consiglio comunale, importante sarebbe provvedere alla creazione di parcheggi per favorire la sosta delle auto e quindi gli acquisti al mercato; proposta: creare aree dedicate al mercato per esempio all’altezza della fermata del bibliobus dove ci sono alcuni parcheggi, il bibliobus passa solo al lunedì mattina quindi nelle altre giornate e al lunedì pomeriggio quello spazio potrebbe essere dedicato a chi va al mercato con segnalazione tramite cartello

Cascina Case Nuove: da 10 anni in condizioni di degrado, ricovero di senzatetto periodicamente sgomberati dalla polizia e discarica aperta, utilizzata anche da chi ha ristrutturato la parte frontale e ha buttato tutte le macerie e le masserizie nel prato dove sono rimaste da anni, situazione vergognosa, nonostante un finanziamento previsto dal governo Prodi per la riqualificazione con una parte dedicata ad  un progetto di housing sociale. E’ stata ristrutturata una piccola parte inutilizzata, essendo collocata in un ambiente fatiscente e pericolante. La cascina non è diventata un campo nomadi grazie alla presenza costante di 4 signore che hanno una gattara all’interno, autorizzata dalla Asl, e tutti i giorni vanno nella cascina per curare e dar da mangiare ai gatti, il presidio istituzionale è affidato a queste quattro signore!

Incontro con insegnanti della scuola elementare di via Paravia, dove vi sono 85% di bambini stranieri, la scuola partecipa al progetto Start, progetto che ritengono interessante e che potrebbe essere di sostegno a chi lavora in scuole con forte presenza di stranieri, però non sono chiari l’organizzazione della formazione degli insegnanti e i criteri di assegnazione dei fondi del progetto.

Sopralluogo in via Tracia, esempio di case fatiscenti e discariche a cielo aperto che sicuramente non favoriscono l’attenzione e la cura dell’ambiente, ma danno la sensazione di vivere in un quartiere abbandonato, dove chiunque, anche da altre zone, può venire a buttare quello che non gli serve, come infatti avviene.

Abbiamo visto la torre termoelettrica di A2A in mezzo alla piazza dove gruppi di anziani e bambini hanno iniziato a dipingere il murales, lavoro di partecipazione della cittadinanza che è stata coinvolta anche nella scelta dei colori e dei disegni.

Incontro fuori programma con due residenti egiziani che hanno sottolineato la possibilità di problemi futuri con la seconda generazione di ragazzi che vivranno in una situazione identitaria poco chiara e quindi problematica, se non potranno avere la cittadinanza, inoltre si è parlato di molte donne che non si preoccupano di integrarsi e imparare la lingua, perchè sperano di essere qui provvisoriamente e quindi non si sforzano, non vogliono avere contatti oltre a quelli indispensabili, però poi restano anche 10 anni! Così a volte con i figli c’è il problema che i bambini vanno a scuola qui, l’italiano diventa la loro lingua e non riescono a comunicare con le madri! Si è discusso poi della possibilità di creare un luogo in cui raccogliere le esigenze degli stranieri e potersi interfacciare come interlocutori delle istituzioni del territorio (una specie di consulta) anche eleggendo un loro rappresentante.

Visita al laboratorio di quartiere che ha come compito principale quello di seguire i lavori di ristrutturazione delle case, aggiornando i residenti e sollecitando interventi dei settori tecnici per le disfunzioni segnalate, ma di fatto svolge anche attività di sportello per i residenti italiani e stranieri, punto di incontro delle associazioni attive sul territorio, e organizzazione di manifestazioni socio-sportive per favorire l’utilizzo strutturato della piazza e la partecipazione di ragazzi e ragazze stranieri e italiani a progetti sportivi (basket, calcio) con grande valenza educativa. Il contratto di quartiere scade a dicembre, ma le ristrutturazioni non sono terminate, ci vorranno ancora 3 anni, e soprattutto l’importante  funzione di presidio e riferimento che il laboratorio ha costruito in questi anni essendo l’unico punto di incontro del quartiere avrebbe bisogno di essere potenziato, quindi non chiuso, ma sostenuto. Lo spazio del laboratorio viene usato anche per altri scopi, essendo il solo disponibile nel quartiere, quindi qui si ritrovano le associazioni che lavorano sul territorio, per esempio Gruppo Auto Mutuo aiuto per i familiari delle persone con disagio psichico “alle quali sono stati dati 900 alloggi nel quartiere, ma senza la presenza di un CPS. E’stata creata all’interno del laboratorio una biblioteca di quartiere gestita da volontari con circa 100 iscritti, punto di ritrovo e anche di intrattenimento con proposte per le diverse fasce di età. Il progetto della biblioteca a San Siro viene periodicamente riproposto da 20 anni, ci sono state molte promesse da parte dell’amministrazione, ma nessuna realizzazione!

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dopo elezioni regionali

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Ecomostro di piazza piemonte

http://www.youtube.com/watch?v=YZfkQxZKFJk

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Mio intervento per consiglio di zona 7 durante discussione sull’intitolazione di una via di milano a Craxi

L’anniversario decennale della morte di Craxi poteva essere una buona occasione per ricordare, oltre alla vicenda politica e umana di un uomo, la storia di un partito, il Partito socialista, che fu di Bettino Craxi ma anche di Nenni, Pertini, Turati, Matteotti. Avremmo potuto riflettere, per esempio, sulle ragioni per cui il più antico partito italiano, fondato nel 1892, è quasi sparito dal panorama politico italiano. Insomma, con il dovuto distacco storico avremmo potuto parlare un po’ di noi, del nostro passato, esercizio sempre utile.

Invece non è accaduto nulla di tutto ciò. A dire il vero, per lungo periodo la destra che oggi lo onora ha perfino accuratamente evitato di parlare di Craxi e del PSI. Oggi Berlusconi dice «Craxi era mio amico», forte del suo potere e dei suoi numeri in Parlamento, ma nei primi tempi, quando doveva acquistare e consolidare il consenso, non mosse un dito in favore del suo “amico”: era meglio, allora, non nominare il nome di un personaggio guardato con ostilità da gran parte dell’opinione pubblica. Berlusconi ha poi incassato l’eredità del PSI, ma senza rendergli alcun merito.

L’unico “accenno storico”, se così si può chiamare, è arrivato dal nostro sindaco Moratti, con un acrobatico se non ridicolo confronto tra Craxi, Garibaldi e Giordano Bruno, anche loro condannati e poi riabilitati anche attraverso l’intestazione di piazze e vie. Dimentica, evidentemente, che quegli uomini furono condannati (e non da parte di uno Stato democratico), per la difesa delle proprie idee, e non per finanziamenti illeciti.

Del resto ha una strana memoria storica, e uno strano criterio per distribuire riconoscimenti, una classe politica che vuole intestare uno spazio pubblico a Craxi e che, quasi contemporaneamente, rimuove da una biblioteca comunale la targa dedicata a Peppino Impastato, un ragazzo che non ha mai infranto nessuna legge, che è morto ucciso dalla mafia, ma che, a quanto pare, aveva il torto di essere comunista.

Comunque, la destra che governa Milano oggi afferma la necessità di ripensare la figura di Craxi, prima di tutto dal punto di vista umano, poi politico e storico. Dunque ritiene che che ci siano delle “luci“ da mettere in evidenza, oltre alle “ombre“, e probabilmente c’è del vero, come accade per ogni essere umano.

Sostiene, questa destra, che era un modernizzatore, un uomo che capiva i cambiamenti sociali, che aveva un progetto di respiro internazionale. Chissà allora se sarebbe così orgoglioso, Bettino Craxi, di essere onorato da una città grigia e intristita, che ha certamente perso il dinamismo e la vitalità della “capitale morale” italiana, e che affronta, per fare un esempio, il fenomeno dell’immigrazione mettendo l’accento solo sui suoi aspetti problematici e negativi (che certamente esistono ma non sono gli unici), e con misure inadeguate. Uno statista, e chi vuole onorarlo, dovrebbe saper riconoscere una sfida della modernità, così complessa da non poter essere risolta con slogan e provvedimenti sommari.

Dovrebbe anche ascoltare, questa destra, le parole del figlio di Craxi: «si fa un uso strumentale della memoria di mio padre, che era comunque un uomo di sinistra».

Chissà allora quale sarebbe il giudizio di Craxi su un’amministrazione che vuole rendergli onore e che, nel frattempo, per scegliere solo alcuni esempi, sgombera i campi rom disperdendo nella notte donne e bambini, raduna in autobus blindati gli stranieri “rastrellati”, nega a un pugno di lavoratori la possibilità di proseguire gli studi chiudendo le scuole civiche. E tutto questo senza mai pronunciare almeno una parola di rammarico e di umano rincrescimento.

Si parla dei meriti di Craxi, quindi, delle sue “luci“, senza degnarle di un’analisi seria, di un confronto, un approfondimento, di un minimo di coerenza. Meglio, e molto più utile, evocare un altro “martire della giustizia”.

La differenza
la fai TU!