GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
25 novembre 2011 - ore 20.30
presso il Consiglio di Zona 7, via A. da Baggio 55 - Milano
ASSEMBLEA PUBBLICA
“AMORE & VIOLENZA”

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SIENA: IO C’ERO. APPUNTI DI VIAGGIO
19.7.2011
Volevo esserci, condividere e al ritorno riflettere: partita con due amiche e arrivata con altre sei, pensando di stare solo un giorno per ascoltare e farmi un’idea. Viaggio in treno, denso di parole, parole di noi milanesi del comitato e altre, orgogliose di aver vinto le elezioni, conquistato liste elettorali con 50 e 50 di uomini e donne, e anche più, e poi una giunta con sei donne e sei uomini. Forti dell’aver lavorato insieme e creato un comitato composto da donne delle associazioni, del sindacato e dei partiti, senza trasversalità politica, perché bisognava scegliere, (problema ricorrente secondo me!) un nuovo governo per la nostra amata città, noi che sentiamo l’orgoglio di aver cominciato questo percorso di ribellione già il 29 gennaio in piazza della Scala e di averlo visto crescere fino al grande giorno italiano del 13 febbraio
Ecco, già questo viaggio di andata ricco di interrogativi e valutazioni sul come pretendere che emerga la necessità di includere lealmente anche queste esperienze e la loro specificità nella rete proposta da Se Non Ora Quando, è l’inizio del dibattito che ci aspetta e mi chiarisce ancora meglio la difficoltà a cui andiamo incontro.
L’arrivo, l’incrocio con le altre donne dalla stazione alla piazza, la bellezza dell’essere in tante ci assorbe, molti gli interventi e grande l’attenzione mediatica. Fatico a scegliere se farmi coinvolgere più da quello che avviene sotto al palco o da quanto succede sopra e come tutta la vita attratta da due poli, sto nel partito, ma anche nel movimento, cerco di non distrarmi da quanto viene proposto dall’”alto”, frenando la gioia di rivedere donne perse da anni e di conoscerne di nuove, portatrici di ricchezze simili e diverse. Decido di restare a dormire, non posso andarmene devo capire come finisce, e ho la fortuna di essere invitata da un’amica storica a condividere la casa con una fantastica donna mussulmana dalla quale imparerò moltissimo.
Atmosfera avvolgente, donne insieme, donne partecipanti, donne pensanti. Temi veri: maternità come diritto e non come ostacolo per trovare o mantenere il lavoro, congedo di maternità obbligatorio e l’importanza della rete. Temi indubbiamente condivisibili, anche se in quel momento personalmente sentivo l’urgenza di una protesta concreta: con la manovra ci stavano scippando 4 miliardi di euro promessi facendoci andare in pensione a 65 anni con la garanzia di servizi di conciliazione: asili, formazione e ricollocamento, servizi che però stavano per sparire!
Il susseguirsi di interventi che fotografano la situazione delle donne in Italia è incalzante, ma anche la passione per l’antipolitica impera come se il ruolo dei movimenti non fosse sollecitazione politica e come se non servissero i livelli istituzionali per dare concretezza alle richieste. Si vuole inventare un nuovo soggetto che porti cambiamento per rappresentare tutte le donne, dare una forma stabile a questo nuovo movimento; la rappresentanza, però, non può essere costruita con il rischio di omologare le esperienze locali, ma anzi valorizzando le diverse storie delle donne nel nostro paese.
Torniamo con il nostro bagaglio, non abbiamo fatto nessun check-in per non rischiare di perderlo, fa parte di noi e viaggia con noi, solo con il nostro bagaglio possiamo partecipare, ma ancora non abbiamo capito quanto può pesare, ma sappiamo che Siena è solo una delle tappe di un lungo viaggio iniziato molti anni fa, un viaggio che ha percorso strade diverse, ma che non può essere interrotto per iniziarne uno nuovo.
Diana De Marchi
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Care amiche,
siete tutte invitate a partecipare ad un incontro alla Casa della cultura venerdì 29 aprile, alle 20.30, per discutere insieme intorno ai temi al centro della campagna elettorale per le elezioni amministrative a Milano; elezioni che assumono, ogni giorno di più, un rilievo nazionale.
La diffusione della proposta 50&50 nelle liste di appoggio a Giuliano Pisapia, che si è tradotta in un numero significativo di donne candidate (circa 180), ha avuto un grande valore simbolico di condivisione di una scelta politica, e un effetto nella realtà immediatamente visibile in questi giorni di campagna elettorale, con la presenza di molte, molte donne.
E’ un buon inizio che ci impegna anche, necessariamente, a costruire un momento di confronto pubblico tra candidate e con le altre donne.
Abbiamo avuto negli ultimi mesi a Milano numerose occasioni pubbliche di iniziativa e di presenza politica: due grandi manifestazioni, una il 29 gennaio l’altra il 13 febbraio, intorno alle quali si è costruito, pur tra posizioni diverse, un dibattito significativo e dalle quali è emersa una nuova visibilità. Altre iniziative hanno punteggiato la vita politica delle donne a Milano: dalla manifestazione dell’8 marzo all’assemblea del 14 che, seppure con qualche limite, ha segnato un passaggio rilevante.
La storia del movimento è storia di relazioni intessute anche tra noi; crediamo che questo spirito vada mantenuto anche di fronte a una scadenza elettorale come questa, così importante per il cambiamento che può portare sia a Milano che nel Paese.
Alcune associazioni e gruppi di donne, già nel mese di gennaio scrissero una lettera a Pisapia nella quale, più che formulare un elenco di richieste spicciole, ponevano l’accento sulla necessità di affermare “una visione meno limitata e meno arrogante della realtà” con una presenza paritaria non genericamente intesa, ma finalizzata a fare in modo che “l’agenda delle priorità sia decisa da donne e da uomini”.
E ancora, insistevano sull’attenzione da porre “alla qualità della vita quotidiana di donne, uomini, bambini e anziani, nativi e migranti”. A queste richieste il candidato sindaco rispose positivamente sulle pagine milanesi di un importante quotidiano, mostrando interesse verso le ragioni delle donne e accogliendo concretamente il principio di equa rappresentanza.
Ora ci sembra importante aprire un confronto e una discussione tra noi, anche tra e con alcune candidate, e vorremmo che l’incontro del 29 aprile fosse finalizzato ad individuare punti di convergenza (non su tutto, ma su ciò che si ritiene prioritario) sul governo della città, per stabilire quella sorta di “patto” tra elettrici, candidate e poi elette, che dovrebbe continuare anche dopo le elezioni.
Ci sembra importante tentare di costruire una presenza continuativa di donne impegnate e attente a come verrà governata la città. Qualcuna già suggerisce che possa essere una sorta di “osservatorio permanente”.
Ci sembra anche interessante rendere visibile il fatto che tra le candidate di tutte le liste che sostengono Giuliano Pisapia ci siano donne che hanno fatto almeno qualche pezzo di strada insieme nel movimento femminista di ieri e di oggi; e per riconoscere che in quel movimento ci sono anime e appartenenze diverse, e che forse non sarebbe male guardare a noi e alle relazioni che tra di noi abbiamo, per riuscire meglio ad aprirci all’esterno e ad interloquire con le donne che abitano la nostra città.
Vi aspettiamo
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Stefano Boeri incontra le cittadine milanesi
c/o Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires, 33, Milano
Come mai un incontro con le cittadine?
In una situazione normale un incontro rivolto alle cittadine non avrebbe senso, ma ci troviamo in un’anomalia intollerabile. La società è sempre più femminile, e la politica caparbiamente maschile. Una forbice spalancata. Un ritardo storico e un problema che non sono delle donne, ma della politica. Da uomo della società civile, per me non è pensabile riprodurre questa situazione. Sono abituato a lavorare con donne e uomini e intendo continuare a farlo. Sono qui per raccontare le nostre proposte e per aprire una linea di ascolto che intendo mantenere aperta con l’assunzione dell’incarico di sindaco.
Per lasciare proposte e contributi scirvere a cittadine@stefanoboeri.it
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Ordine del giorno proposto dall’assemblea delle elette dell’UPI Unione Province Italiane approvato durante la conferenza nazionale a Catania il 20 ottobre 2010
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Agosto 2009 - lettera a Unità
Cara Concita,
Da mesi assistiamo a situazioni vergognose, imbarazzanti ed umilianti per tutte noi,ogni tanto sentiamo donne impegnate, capaci di esprimere il loro pensiero, che ci ricordano che si sta diffondendo di nuovo l’idea che per fare qualsiasi tipo di carriera, da quella televisiva a quella politica, sia meglio usare il proprio corpo, cioè esattamente quanto abbiamo rifiutato ed insegnato alle nostre figlie a rifiutare categoricamente, madri e figlie hanno dimostrato con risultati migliori soprattutto negli studi, ma anche nelle professioni, quando riusciamo ad avere una buona organizzazione famigliare (che dovremmo pretendere con più forza soprattutto dalle istituzioni), che anche il mondo del lavoro ha bisogno delle donne, perché portano intelligenza, preparazione e strategie importanti. Le nostre modalità sono differenti da quelle maschili e proprio per questo, soprattutto nei momenti di crisi, risultano utili per affrontare le difficoltà con una visione alternativa, arricchente e di successo .
Poi il governo ha iniziato a rendere piu’ difficile la vita delle donne peggiorando il sistema di istruzione, cercando di ostacolare la vita lavorativa delle madri e la preparazione delle figlie, forse spaventano I nostri successi? La protesta ci ha riunite, ma era mirata a un problema specifico e non ci ha fatte ritrovare in quanto donne nuovamente attaccate nella loro emancipazione, ma come madri, insegnanti o studentesse a difendere un ruolo preciso, non ci siamo fermate a ragionare su di noi, su che cosa stava succedendo nella nostra vita, su come questo Truman show nel quale ci stanno imprigionando ci stia richiudendo in un modello che pensavamo superato. La crisi economica negata da chi ci dovrebbe aiutare ad affrontare ha iniziato a riportarci a casa o costrette per la perdita del lavoro o come scelta sempre dovuta a difficoltà economica prevalentemente causate dal dubbio se sia meglio mantenere una certa indipendenza intellettuale ed economica impazzendo per incastrare la gestione di cura di figli e anziani o rinunciare e occuparcene noi.
Poi ci sono stati gli attacchi strumentali alla 194 e alla libertà delle donne di scegliere la fecondazione assistita e ora, dulcis in fundo, la volontà politica di decidere per noi se usare una pillola o meno.
Contemporaneamente dobbiamo ammettere che proprio quelle donne che hanno deciso di usare il proprio corpo come strumento di lavoro sono quelle che ci stanno facendo risvegliare, come se ci stessero provocando. Noi dobbiamo reagire a questa provocazione, dobbiamo ritrovarci, madri e figlie unite, per ritornare a protestare, in tante, insieme, dentro e fuori, ma a voce altissima!
Diana De Marchi
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Attenzione alle tematiche delle donne per migliorare la vita di tutti: tempi di vita e di lavoro quindi servizi, tempo scuola, mobilità urbana, consultori, assistenza agli anziani, asili nido, giochi bimbi, luoghi di svago, di ritrovo e di riflessione. Equlibrare la partecipazione delle donne nelle imprese è un aspetto fondamentale delle nuove forme di organizzazione organizzazione del lavoro anche per migliorarne la competitività.








