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2 pensieri riguardo “Facebook”

  1. Buongiorno
    sto leggendo i vari programmi elettorali.
    Non ho però rilevato nulla circa un reinserimento lavorativo a tutela di quei lavoratori over 50-60 che nonostante le ottime qualifiche, hanno perso impotenti il lavoro e nessuna azienda vuole più investire su di loro dato che non sono portatori di appetitosi incentivi.
    Salvo percorsi in assurdi improponibili lunghi “”tirocini”” di uno-due anni, dove il lavoratore qualificato, oltre a percepire solo € 400,00/mese tassati poi in dichiarazione dei redditi a seguito C.U., va in rimessa visto i costi vivi a cui deve far fronte e non matura nè contributi nè diritto alla Naspi e alla fine del tirocinio non ha nessuna certezza di assunzione, anzi.
    Non ho letto neppure nulla su un’eventuale pensione contributiva di garanzia per lavoratori senior e/o di una tipologia di Asdi con parametri legati alla dimostrata costante ricerca di lavoro e non in base ad una limitata Isee.
    Sono lavoratori che possono dare ancora un notevole apporto alla Società, ma nessuno ha pensato a loro.
    Purtroppo queste persone che per decenni hanno versato contributi, pagato tasse e dato un grande apporto alla società ora non trovano lavoro e non è loro neppure permesso andare in pensione.
    Gli anticipi pensionistici ad oggi sono limitati ad una sfera ristretta di lavoratori.
    Comprendo che si pensi a tutelare il lavoro dei giovani, che però, tutto sommato, hanno ancora una famiglia alle spalle che li sostiene, ma chi pensa anche a tutelare, aiutare le persone over 50-60, ecc. che alle spalle non hanno più una famiglia ma che molte volte sono loro le spalle, il supporto, il sostentamento di una famiglia?
    Ringrazio per l’attenzione.
    Cordiali saluti.

    1. Carissima, comprendo molto bene l’amarezza e la preoccupazione e spero di non essere ritenuta sbrigativa o inutilmente consolatoria , se le confermo quello che il PD ribadisce da anni e che cioè il tema lavoro, in tutti i suoi aspetti, è il nostro primo obiettivo e che riteniamo che quello che abbiamo fatto fino ad oggi sia solo una parte di quello che avremmo in animo di fare con il migliorare delle condizioni di questo Paese .
      E’ vero che i giovani sono i destinatari primari dei nostri interventi, ma ciò perché la disoccupazione giovanile porta con sé una serie di disagi che vanno oltre il puro disagio economico : esclusione, emarginazione, impossibilità di una vita autonoma, rischio criminalità per citarne alcuni. In collegamento con la Legge Fornero e con il conseguente allungamento del periodo passato al lavoro, la presenza degli over 50 nei tassi di disoccupazione è in costante calo ma ciò nonostante esistono delle misure per agevolarne l’assunzione che sono state ribadite anche per il 2018.
      Provo a riassumerle , invitandola a ricontattarmi non appena sarà terminata la campagna elettorale , per approfondire meglio il caso che lei mi sottopone e cioè se si riferisce a lavoratori che hanno perso il lavoro da lavoratore autonomo o da lavoratore dipendente, perché ci sono grosse differenze di intervento. Le consiglio nel frattempo di approfondire presso un Ente preposto ( Inps, Patronati, Sindacati, Ordini professionali ecc) quanto io ora, per ragioni di spazio, non posso che citarle brevemente:
      Nella legge di Bilancio 2018 vengono ribadite le agevolazioni per le assunzioni di over 50 disoccupati da oltre 12 mesi che consistono in una riduzione dei contributi INPS versati dal datore di lavoro per 12/ 18 mesi a secondo del tipo di contratto proposto. Anche per le assunzioni di donne disoccupate esistono analoghe agevolazioni.
      A fine legislatura siamo riusciti a fare approvare il REI ( Reddito di Inclusione che sostituisce il SIA sostegno per l’inclusione attiva ) che prevede un sostegno economico fino a 500 euro al mese per famiglie in difficoltà, ma con criteri di assegnazione più ampi che nel passato
      Dal 2015 infine è stata introdotta la NASPI ( Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) che compete non solo ai lavoratori dipendenti che hanno perso il posto di lavoro , ma anche ai soci lavoratori di cooperative, ai lavoratori dello spettacolo con contratto di lavoro subordinato, i lavoratori domestici e i lavoratori con contratto a tempo determinato della Pubblica Amministrazione. La Naspi spetta per massimo 24 mesi.
      Inoltre sono stati creati corsi di formazione finanziati per riqualificare gli over 50 e se la regione lombardia funzionasse meglio questi corsi sarebbero più frequenti ed efficaci.
      L’impegno che porterò nel mio nuovo incarico se verrò eletta, sarà anche diretto a rendere più chiare, più note ed incisive queste norme di cui mi auguro, in futuro si abbia sempre meno bisogno, insieme a molti altri interventi che vanno pensati per questa fascia di età ( gli over 50) che stanno sostenendo le difficoltà dei più giovani, stanno diventando una componente numericamente molto significativa della popolazione e devono poter fruire di norme aggiornate alla loro condizione che di molto si differenzia da quella degli over 50 del passato.
      Cordiali saluti Diana

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